Il Tirreno

Empoli

scuola 

Due presidi contro la proposta dell’ultimo giorno al parco

Daniele Dei
La dirigente scolastica Grazia Mazzoni
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La dirigente scolastica Grazia Mazzoni

Picerno e Mazzoni respingono l’idea del sindaco Barnini e invitano a non dividere il mondo dell’istruzione intorno a questo tema 

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EMPOLI. Rispedita al mittente la proposta del sindaco di Empoli, Brenda Barnini, di mettere a disposizione degli studenti i giardini delle scuole e i parchi per gli istituti che volessero organizzare l’ultimo giorno di didattica, dopo mesi di blocco delle lezioni in presenza per il Coronavirus. Sono i dirigenti scolastici Salvatore Picerno e Grazia Mazzoni, rispettivamente alla guida dei comprensivi Ovest ed Est della città i quali hanno deciso di condividere un documento in cui invitano a non dividere il mondo della scuola su questo tema.

«Siamo i primi ad essere dispiaciuti – esordiscono i due presidi – nessuno avrebbe voluto chiudere l’anno scolastico così né avviare la didattica a distanza “dalla sera alla mattina” . Ma la questione dell’ultimo giorno di scuola è molto delicata: noi dirigenti siamo i primi insieme ai docenti a godere dell’affetto e dei saluti dei ragazzi. Sappiamo bene da anni quanto sia per loro importante. Dipingerci come freddi burocrati sinceramente ci ha stancato». La linea dei due dirigenti va verso quella di seguire le direttive del Ministero per il quale fino a settembre a scuola non si tornerà. «Il Covid 19 non è uno scherzo e la salute tanto meno – proseguono Picerno e Mazzoni – dobbiamo adeguarci alle normative, buone o cattive che siano, è nostro dovere. Ecco perché ringraziamo il Comune della disponibilità dei parchi pubblici. Gli spazi verdi degli edifici scolastici sono già sotto la nostra gestione e disponibilità, ma non possiamo accettare l’offerta, in primis per il bene dei nostri studenti e delle loro famiglie, responsabili di ragazzi minorenni».

I due presidi ritengono che, dopo le aperture del viceministro Anna Ascani, possano crearsi dei possibili contrasti: «Agli occhi dei genitori – concludono – ci saranno insegnanti “bravi”, quelli che vorrebbero aderire, e altri “cattivi”, più il disorientamento per la mancanza di informazioni chiare e per i continui “cambiamenti”. Come dirigenti vogliamo tutelare i docenti e le famiglie che non vorranno partecipare. Non aderiremo, non essendo possibile richiedere per legge al personale scolastico di accollarsi la responsabilità del corretto svolgimento di questo incontro in luogo pubblico, come invece ci è stato suggerito». Barnini, appresa la loro posizione, ha espresso «dispiacere e delusione», rilanciando la proposta in un altro modo: «Come spesso accade si preferisce nascondersi dietro la difficoltà di fare le cose invece di mettersi a lavorare insieme per risolvere i problemi – sono le sue parole – Il mio appello lo rivolgo adesso agli insegnanti che tanto hanno dato ai propri ragazzi. Se non è possibile farlo nell’orario scolastico, sentitevi con i genitori e avanzate proposte alternative. Noi ce la metteremo tutta per aiutarvi ad organizzare». –

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