Italia
Sarà bonificata l’area di Villanuova contaminata dalla benzina
Empoli, cinque anni fa ignoti rubarono il carburante da un oleodotto Eni. Ora Regione e Arpat sollecitano un intervento
EMPOLI. Il sito nella frazione di Villanuova dove cinque anni fa si verificò un furto di benzina dall'oleodotto Eni è ancora contaminato. L'analisi specifica condotta nell'inverno scorso da Ambiente Spa sul sottosuolo indica valori decisamente sopra la norma. Arpat nella relazione pubblicata in questi giorni parla di «rischio significativo» sia legato all'inalazione di vapori in superficie, che alla contaminazione delle falde attraverso la cosiddetta liscivazione. Mentre la direzione Energia e Ambiente della Regione Toscana chiede una bonifica dell'area affermando che, «considerata l'accertata contaminazione della matrice suolo profondo, si ritiene necessario che il soggetto obbligato (Eni, ndc) provveda nell'immediato alla presentazione di un progetto operativo di bonifica».
Era l'inizio di ottobre del 2015 quando alcuni malviventi perforarono l'oleodotto che collega la raffineria di Livorno con i depositi di Calenzano nella campagna di Villanuova, all'altezza della palina di segnalazione del condotto che si trova all'interno di un vigneto posto a margine di via Sottopoggio per San Donato, a due passi dal rio Piovola.
Il furto di benzina verde attraverso gli oleodotti è una pratica che negli ultimi anni ha interessato diversi siti in tutta Italia e anche in Toscana. Le segnalazioni effettuate alla sala della protezione civile da parte di alcuni residenti, insospettiti dal forte odore di benzina, e l'intervento tempestivo di vigili del fuoco e tecnici dell'Eni contribuirono a limitare la perdita. I primi accertamenti permisero di escludere la contaminazione del rio e dei pozzi di approvvigionamento. Tuttavia, lo sversamento fu comunque cospicuo.
Tanto che ancora oggi, dopo una lunga campagna di analisi , i rischi sono evidenti. A seguito dell'iniziale intervento di risanamento, il monitoraggio dell'area è andato avanti per accertare eventuali contaminazioni. Contaminazioni che sono state scongiurate in superficie attraverso diverse operazioni di messa in sicurezza, che hanno previsto anche il pompaggio e il trattamento delle acque di falda più superficiali. Tuttavia, non si sono potute evitare ripercussioni nel sottosuolo.
Le concentrazioni soglia di rischio (Crs) sono elevate per quasi tutti gli indicatori presi in esame. Il benzene è presente con una concentrazione di 2,41 milligrammi per kg, a fronte di un livello ottimale di 0,1. L'etilbenzene con concentrazione di 7,18 milligrammi per kg contro uno 0,5 ottimale. Il toluene per 13,77 e gli xileni per 19,32 milligrammi, a fronte di una soglia massima di 0,5. Ed importanti sforamenti riguardano anche gli idrocarburi leggeri e l'etere Mtbe. «L'elaborazione condotta – si legge ancora nella nota della Regione, che si affianca a quella dell'Arpat – ha evidenziato un rischio non accettabile per il percorso di liscivazione e trasporto e pertanto il suolo profondo è da considerarsi matrice contaminata» e di conseguenza «necessita di bonifica».
Il Comune di Empoli, intanto, ha approvato il documento di analisi di rischio redatto da Eni, a cui toccherà presentare un piano di recupero che determini il rischio associato all'intero sistema e che preveda la definitiva bonifica del sito. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
