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Empoli

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Applausi e sirene accese per ringraziare i sanitari dell'ospedale San Giuseppe

L'applauso ai sanitari dell'ospedale San Giuseppe di Empoli (foto Carlo Sestini)
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L'applauso ai sanitari dell'ospedale San Giuseppe di Empoli (foto Carlo Sestini)

Empoli, iniziativa dell’Unione e del coordinamento del volontariato di Protezione civile per il lavoro svolto con grande impegno e professionalità in un contesto obiettivamente difficile

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EMPOLI. Nel presidio ospedaliero di Fucecchio i malati di Covid-19 sono ancora 28, ad Empoli ancora di più. Per quanto la situazione stia migliorando, l'emergenza non è finita. I sanitari sono ancora in prima linea, dopo due mesi estenuanti.

«Grazie al lavoro, all'impegno e alla professionalità di medici e infermieri l'emergenza sanitaria, che poteva avere esiti ancora più drammatici è stata in qualche modo arginata. Ci è sembrato doveroso rendere loro omaggio e far sentire la vicinanza della comunità. Da qui l'idea di questa iniziativa che è partita insieme al Coordinamento di Protezione Civile e che è stata sostenuta da tutti i sindaci dell'Unione Empolese - Valdelsa», così il sindaco di Montelupo Paolo Masetti, delegato alla Protezione Civile spiega il senso dell'iniziativa di sabato 9.

Una carovana di mezzi del volontariato, con 25 associazioni e oltre 80 volontari, i Vigili del Fuoco, la Guardia di Finanza, i Carabinieri, la Polizia Municipale si è ritrovata davanti al San Giuseppe di Empoli per far partire tutte le sirene dei mezzi e un lungo applauso come omaggio ai sanitari.
Da lì si è poi diretta a Fucecchio per portare lo stesso omaggio anche a coloro che lavorano al San Pietro Igneo.

Insieme al sindaco Masetti erano presenti anche il sindaco di Fucecchio Alessio Spinelli, il vice sindaco di Empoli Fabio Barsottini, il sindaco di Capraia e Limite Alessandro Giunti, il sindaco di Gambassi Paolo Campinoti.

Per tutti gli amministratori quello di stamani mattina è stato un modo per ringraziare coloro che più di tutti hanno affrontato questo momento critico consentendoci di poter sognare la "normalità", ma è anche un monito per ricordare che l'emergenza non è finita, che le persone continuano ad ammalarsi e a morire e che è indispensabile mantenere i comportamenti corretti, in particolare distanziamento sociale e utilizzo delle mascherine.

 

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