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Parrucchieri ed estetiste «Fateci lavorare in sicurezza»
In gruppo Whatsapp la categoria sta cercando di far sentire la propria voce: «Restare chiusi significa favorire il lavoro abusivo»
CERTALDO
Un coro forte e ben indirizzato che cerca di dare voce a chi in questo momento non vuole più sapere di aspettare. Parrucchieri ed estetiste nel paese di Boccaccio hanno deciso di unire le forze e in un gruppo Whatsapp stanno cercando di coordinare e dare vita ad un cartello di punti necessari per riaprire quanto prima in sicurezza e consentire allo stesso tempo di dare ossigeno alle stesse attività, martoriate da questa chiusura forzata, dovuta al coronavirus. A Certaldo la pazienza sta per finire. Il primo punto di discussione sono i tempi di riapertura che dovrà avvenire prima dei provvedimenti nazionali. In campo ci sono 25 realtà, senza contare quelle che non sono nel gruppo di messaggi ma che aderiscono più che mai con sincere convinzione a questa richiesta oltre che necessità. Il giorno nel quale i commercianti hanno consegnato le chiavi al sindaco di Certaldo, Giacomo Cucini, in quel mucchio di storie e valori, c’erano anche loro. Silenziose ma pronte a far sentire pacatamente la loro voce. Perché se qualcuno ha riaperto con consegna a domicilio ed asporto, qualcuno ha ancora la saracinesca abbassata. Senza certezze su come ripartire, in mezzo ai protocolli di sicurezza chiari e definitivi sul tavolo. «Il nostro settore offre già adesso sicurezza igienico sanitaria, per la quale siamo disposte da subito ad adottare ulteriori misure» spiega una nota. Misure che, senza preoccupazione, qualora fossero più rigide, non spaventano parrucchieri ed estetiste, in quanto questa settore svolge già adesso sanificazione dei locali. «Continuando a stare chiusi invece si favorirà il lavoro abusivo che non offre alcuna garanzia e sicurezza per i cittadini» proseguono gli stessi professionisti. Sul versante pagamenti ed affitto le idee sono altrettante chiare: «Oltre alle tasse che sono state semplicemente rimandate al mese successivo, qualora fossimo costrette a restare chiuse, chiediamo ulteriori aiuti da parte dello Stato». Servono interventi a fondo perduto, il prolungamento della cassa e una decisione «fortemente simbolica come l’abolizione delle tasse». Sui protocolli di sicurezza il comparto certaldese è ben disponibile ad ulteriori protocolli di sicurezza da attuare per poter riaprire quanto prima e accogliere tutti i clienti che attendono con ansia la possibilità di usufruire di determinati servizi. Per quanto riguarda gli assembramenti i parrucchieri e gli estetisti di Certaldo hanno una idea chiara: «Non si sono mai registrati nelle nostre attività perché con appuntamenti scanditi e ben organizzati non è possibile affollare i locali». –
Giacomo Bertelli
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