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Addio a Sergio Petri, costruttore e sportivo
Aveva 94 anni. Era stato attivista del Pci e di Rifondazione oltre che vicepresidente del Castelfiorentino Calcio
CASTELFIORENTINO. A Sergio Petri i castellani hanno riconosciuto un grande merito: quello di aver reso la sua città ciò che vediamo oggi. Se n'è andato ieri il 94enne costruttore e attivista politico che dal dopoguerra a oggi è stato protagonista di tanti dei momenti salienti della vita economica e sociale di Castelfiorentino. Il suo è stato un ruolo importante come evidenziato anche dal sindaco Alessio Falorni, il quale ha dato per primo la notizia della sua scomparsa. «Se ne va uno dei nomi che hanno segnato un’epoca, della nostra città – scrive il primo cittadino su Facebook facendo pubbliche condoglianze alla famiglia – Sergio è fra coloro che può dire di aver letteralmente costruito Castelfiorentino».
L'imprenditore aveva avviato un'importante azienda del settore edile assieme ai fratelli minori Alfiero e Silvano, scomparsi già negli anni scorsi, che ai tempi del boom economico aveva messo su, mattone per mattone, tutti i quartieri di più nuova concezione attorno al centro storico della cittadina valdelsana. Negli ultimi anni della sua vita imprenditoriale aveva aperto un'agenzia immobiliare restando sempre nel ramo ma cambiando la modalità di fare business. «È stato una persona importante per lo sviluppo della città – lo ricorda il nipote Andrea Petri, ex assessore comunale alla Tutela del Territorio dal 2004 al 2009 – capace anche di prodigarsi nel trovare una sistemazione a tante persone che anni fa sono migrate a Castelfiorentino in cerca di lavoro. Vorremmo mettere la bandiera del Partito Comunista Italiano sulla sua bara nella cerimonia funebre che comunque si terrà in chiesa».
Sergio Petri viene infatti ricordato come un attivista del Pci prima e poi di Rifondazione Comunista e anche del PdCI, partiti dove a livello locale si è speso per tante battaglie. È stato anche vicepresidente del Castelfiorentino Calcio per molti anni: sotto i suoi occhi sono passati anche talenti che si sono poi affermati come Luciano Spalletti e Alberto Piovanelli. Vedovo di Dina dal 2013, lascia la figlia Graziella, due nipoti e una bisnipote. I funerali, in forma ristretta, sono fissati per oggi alle 15 alla Chiesa di Santa Verdiana. «Con lui perdiamo un altro pezzo di quella generazione che ha ricostruito l’Italia – è il ricordo del deputato castellano del Pd, Laura Cantini – un antifascista, un comunista, un democratico, un uomo perbene. Mi mancheranno i consigli, gli abbracci del sabato al mercato, gli attestati di stima. Un abbraccio alla sua famiglia». —
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