Meteo
Zero decessi e contagi nell’Empolese Valdelsa
Confortante il bollettino dell’Asl Toscana Centro che fa il punto della situazione anche sui centri diurni per anziani e disabili
EMPOLI
La “fase 2” dell’Empolese Valdelsa, almeno sotto il profilo sanitario, inizia come meglio non si potrebbero. Ovvero con quel numero magico che, in questi giorni, fa bene all’anima e al cuore: zero. Zero decessi, nel territorio degli undici Comuni, ma anche zero nuovi contagi. Il totale, dunque, resta a quota 272. Il bollettino quotidiano dell’Asl Toscana Centro, infatti, ne certifica 13: 10 in provincia di Firenze, 1 in quella di Pistoia, 1 in quella di Prato e l’ultimo da altra zona.
E le buone notizie non finiscono qui. Dopo quattro morti e tanta sofferenza, infatti, uno spiraglio di luce arriva anche per la vicenda della Rsa “Gino Incontri” di Gambassi. Tre casi di negativizzazione tra gli ex ospiti, infatti, si registrano all’ospedale di Fucecchio. Quattro fra gli operatori e anche nel santuario di Montignoso si registrano guarigioni virali. Lo ha annunciato il sindaco Paolo Campinoti che ha aggiunto anche che «sul territorio di Gambassi c'è un negativizzato e due pazienti negativi al primo tampone». A Empoli, invece, è stata Brenda Barnini a fare il punto della situazione, sempre via social: 40 positivi, 3 persone in quarantena, 16 guarigioni e 5 decessi dall’inizio del contagio.
Periodo in cui gli operatori dei centri diurni della zona Empolese Valdelsa Valdarno hanno avviato azioni di sostegno alle famiglie per compensare la chiusura dei centri semi-residenziali per disabili e anziani non autosufficienti, in linea con quanto definito dalla relativa disposizione regionale. Fin da subito è stato costante il contatto telefonico con le famiglie, finalizzato a dare indicazioni e informazioni sulle attività da svolgere a casa, anche attraverso video tutorial.
Da metà marzo, poi, l’Asl ha avviato il progetto “prestazioni in forme individuali domiciliari o a distanza” che consiste in un monitoraggio telefonico finalizzato a raccogliere le disponibilità dei nuclei familiari all’accesso degli operatori al proprio domicilio. Monitoraggio, ancora in corso, che ha permesso di attivare gradatamente i servizi necessari e progetti personalizzati sulle esigenze e i tempi di ogni singola famiglia. A fronte delle specifiche richieste e necessità raccolte dagli anziani, i disabili e dalle loro famiglie sono state definite un serie di prestazioni a domicilio: igiene ambientale, igiene personale, bagno assistito, formazione del care-giver o di altre figure presenti che prestano assistenza, attività educative, stimolazione cognitiva, fisioterapia, medicazioni a domicilio, accompagnamento per brevi passeggiate.
Ad oggi sono 10 i centri diurni per quali sono stati attivati i servizi compensativi: Papiro, Ginestra, Villa Balli, Cerbaiola, Educazione motoria San Rocco, Girasole, Arco in Cielo, Mulino, Farfalla, Ventignano. In circa una trentina di famiglie sono stati attivati anche alcuni servizi a domicilio. In altri 4 centri diurni è ancora in corso il monitoraggio per l’attivazione personalizzata di servizi compensativi. Da metà marzo la percentuale di famiglie coinvolte in interventi diretti e indiretti è passata dal 20 al 40% circa, e la proporzione sta ancora sta crescendo. È infine in corso la ridefinizione dettagliata della possibile riapertura delle attività riabilitative. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google