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Empoli

Vittime alla Rsa “Incontri”: niente fronte comune

D.D.
Vittime alla Rsa “Incontri”: niente fronte comune

Ogni famiglia deciderà se procedere per conto proprio e con i legali di fiducia Intanto i figli dell’ultima donna deceduta ieri hanno già mosso il primo passo

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GAMBASSI TERME

La famiglia Baratta va avanti, ma al momento da sola, nel cercare di fare chiarezza sui decessi per coronavirus avvenuti all'interno della casa di riposo “Gino Incontri” di Gambassi Terme e in particolare di Paola Di Bella, 80 anni, scomparsa lo scorso 30 aprile all'ospedale San Giuseppe di Empoli.

Ieri pomeriggio Saverio Baratta, figlio della donna, si è presentato come annunciato dal nostro giornale nello studio dell'avvocato Donato Cialdella di Poggibonsi in modo da iniziare la propria battaglia per capire se, dietro la scomparsa della madre, vi fossero dietro eventuali negligenze o responsabilità. Con lui però non c'erano i familiari delle altre tre persone scomparse, come spiega lui stesso: «Ci siamo sentiti nella giornata di ieri – fa sapere Saverio Baratta – ma alla fine è emerso che ogni famiglia andrà avanti con i propri legali. Assieme alle mie sorelle Maria e Loretta abbiamo comunque deciso di procedere per conto nostro».

La circostanza è stata confermata anche dallo stesso legale della famiglia Baratta: «Adesso dobbiamo valutare come procedere – fa sapere l'avvocato Donato Cialdella – mi è stata presentata della documentazione e dobbiamo prenderci il tempo per decidere i prossimi passi. Se si rivolgeranno a me anche i familiari delle altre persone che erano ospitate alla casa di riposo di Gambassi potremo fare anche una cosa collettiva, ma al momento non ci sono le condizioni. Resta da capire se aggiungere del materiale a quello che sta raccogliendo attualmente la Procura della Repubblica di Firenze o se presentare un ulteriore esposto».

Al centro della richiesta di giustizia da parte dei figli di Paola Di Bella, originaria di Termini Imerese ma da anni residente in Valdelsa, ci sono i movimenti che la madre superiora ha fatto nel bergamasco nel mese di gennaio con conseguente ritorno a Gambassi Terme, confermati a suo tempo anche dal sindaco Paolo Campinoti, e una presunta “porosità”, ancora tutta da accertare, tra la struttura e l'esterno.

La Procura di Firenze sta proseguendo le proprie indagini dopo che la commissione d'inchiesta dell'Asl Toscana Centro, presieduta da Roberto Biagini, aveva presentato un esposto evidenziando «criticità sia dal punto di vista logistico, ovvero nella corretta gestione degli ambienti per consentire un’adeguata separazione tra pazienti positivi e negativi, oltre di tipo igienico sanitario, e di corretto utilizzo dei dispositivi di protezione individuale». Ricordiamo che tutti 35 ospiti presenti hanno contratto il Covid-19, oltre a 13 operatori e cinque suore, le uniche oggi presenti nella struttura nei loro spazi al secondo piano. —

D.D.

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