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cronaca

Passo avanti per il Centro sull’autismo

Il dg Morello Marchese ha annunciato che lo studio di fattibilità tecnica ed economica della struttura è stato approvato 


26 aprile 2020 Daniele Dei


EMPOLI

L’emergenza coronavirus non ha fermato l’Asl Toscana Centro nel portare avanti la questione del centro per il sostegno alla disabilità e all’autismo di Empoli in località Sant’Anna, nel terreno donato dalla famiglia Artini per tale scopo in via del Terrafino. Lo fa sapere il direttore generale dell’Asl Toscana Centro, Paolo Morello Marchese, il quale nei giorni scorsi ha risposto ufficialmente a Rolando Terreni, presidente della Onlus “I ragazzi di Cerbaiola” legata all’omonima struttura per disabili. Morello Marchese il 9 aprile scorso ha approvato lo studio di fattibilità tecnico ed economica per la realizzazione di quello che viene definito come “Campus per l’autismo” .

«Nonostante la gravità e l’eccezionalità del periodo che stiamo attraversando – spiega Marchese – il progetto non è stato abbandonato e sta seguendo l’iter procedurale previsto, anche in base alle previsioni del Codice dei contratti pubblici». Si tratta della prima volta, dall’estate del 2018, che l’Asl fa sapere a che punto sia il progetto. Il 13 marzo scorso l’architetto Elena Bellini di Firenze ha prodotto un indice degli elaborati in cui viene presentato il quadro economico dell’operazione. Si parla di una spesa da otto milioni e mezzo di euro complessivi. Solo per i lavori servirebbero sei milioni, a cui vanno aggiunti gli aspetti degli oneri e delle spese tecniche. Il documento approvato dal direttore generale dell’Asl illustra che l’opera verrà finanziata per 50mila euro tramite fondi regionali, per 500mila euro dal Comune di Empoli e altri sette milioni e 950mila euro da alienazioni degli attuali centri di Villa Cerbaiola e Villa Fucini. La struttura conterebbe su due piani, terra e primo, per la realizzazione di un campus per l’autismo, a cui si aggiungono altre superfici per residenze destinate al “dopo di noi” , vale a dire alle persone disabili i cui genitori sono venuti a mancare o comunque non sono più in condizioni di provvedere ai propri figli. Questo nel rispetto della volontà della famiglia Artini, la quale aveva donato i 13mila metri quadrati di terreno alla condizione che oltre il 50% della struttura fosse dedicato a persone con disturbi dello spettro autistico. –

Daniele Dei

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