Il Tirreno

Empoli

LA BANALITÀ DEL BENE È ANCHE IN UN CAFFÈ

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Non sappiamo cosa troveremo oltre quella porta. La vediamo, è sempre più vicina, ora si legge bene anche il cartello “Fase 2”. Ma di là c’è il buio.

Per tutti. O almeno per tanti. Di sicuro per chi deve riaprire, per chi nell’Empolese Valdelsa ha uno dei tanti locali di somministrazione di alimenti e bevande. Già, i nostri amati bar, i cari ristoranti. Teatri di pomeriggi o serate consumate tra parenti e amici, tra discorsi sui massimi sistemi, discussione sul calcio e sane risate. Quanti ne ritroveremo alla fine di questa brutta storia?

Pochi, purtroppo, se le norme per ricominciare saranno quelle annunciate. Distanziamento, protezioni, sanificazioni: non molti potranno permetterselo. Tutti, però, meriterebbero l’aiuto e il sostegno per farlo. Dai circoli, che nell’Empolese Valdelsa hanno ricucito il tessuto sociale dopo quella Liberazione di cui oggi si celebra (giustamente) il 75° anniversario, al semplice bar vicino all’ufficio. Quello del caffè al volo. Lo vorremmo ancora, quel caffè. Gustandocelo con il gestore che a volte è l’amico di una vita, altre il semplice ma prezioso compagno di un viaggio breve. Chi può e chi deve, insomma, pensi anche a questo. Tra spread, Mes, borse che sembrano un giro sulle montagne russe sarebbe bello e giusto ripartire dalle cose semplici. Sì, da un semplice caffè al bar.

Perché se davvero vogliamo ripartire dobbiamo farlo anche e soprattutto dalla banalità del bene. —

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