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Empoli piange: se n’è andato Gianni Corsinovi
Si è spento a 48 anni all’ospedale di Careggi dove era stato ricoverato dopo un malore, lascia la moglie e una figlia piccola
EMPOLI. Sono lacrime dolorose quelle che piange Empoli. A 48 anni (ne avrebbe compiuti 49 il prossimo novembre) se n’è andato Gianni Corsinovi.
Si è spento ieri a Careggi, dove era ricoverato da qualche settimana in seguito a un malore che lo aveva colpito in casa. Nell’ospedale fiorentino era stato trasferito per tentare un intervento d’urgenza, ma non c’è stato niente da fare. Corsinovi lascia la moglie Elisa, l’angelo custode dei suoi ultimi anni, la piccola figlia Anna, i genitori Iares e Daniela e la sorella Valentina. Ma anche tanti, tantissimi amici. Lo chiamavano tutti Tequila, soprannome figlio di un viaggio in gioventù con alcuni di loro.
Ma chiunque abbia avuto il privilegio di incontrarlo non poteva che diventarne subito amico. Solare, intelligente, curioso e sempre dannatamente ironico. Con queste armi aveva affrontato gli ostacoli che il cammino gli aveva posto davanti. La buona salute, purtroppo, lo aveva abbandonato da giovane, ma i suoi problemi non gli avevano impedito di sorridere alla vita. Di lavorare sodo, dagli inizi in un panificio agli ultimi anni alla Cabel, dove si era costruito una carriera con le sue doti e il suo spirito.
Ma aveva anche tante altre passioni. Il cinema, la montagna, lo sport. Come il tennis, che aveva praticato e che seguiva. E il calcio, soprattutto. Del pallone, come tanti, si era innamorato da piccolo e la passione non si era mai spenta, neanche dopo aver smesso di giocare. A tenerla accesa, oltre all’Empoli che seguiva tutte le volte che poteva a in qualsiasi categoria giocasse, anche Vialli e Mancini. Che lo avevano portato a diventare a restare un grande tifoso della Sampdoria. Era stato anche dirigente del Bfc Panoramic, campione Uisp nella stagione 1998/1999, poi allenatore dello stesso Bfc nei campionati di calcio a 5 prima e calcio a 7 poi.
Quello che lo caratterizzava, poi, era il profondo senso dell’amicizia. Gianni Corsinovi per gli altri c’era sempre, soprattutto nei momenti più complicati. E tornare a sorridere, vicino a lui, era fin troppo semplice. Odiava apparire, questo sì. Le foto che lo ritraggono sono tutte rubate, dei social neanche a parlarne. «Non avrebbe voluto neanche questo articolo – ricordano gli amici più stretti – ma visto che non potremo neanche salutarlo un omaggio era il minimo». Giusto. Come giusto che Empoli sappia. E pianga. Pianga per uno dei suoi figli migliori. Ciao Tequila, ci mancherai.
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