Il presidio
Mascherine colorate, un accessorio di moda
L’azienda “Bruno Manetti Cashmere” ha messo in produzione una protezione in nylon atossico e lavabile
MONTELUPO FIORENTINO. Le mascherine dovremo portarle ancora per molto tempo? Bene, allora facciamole diventare un accessorio alla moda. È quanto hanno pensato alla "Bruno Manetti Cashmere" di Montelupo Fiorentino, azienda che ha avviato in questi giorni la produzione di dispositivi di qualità in tutti i sensi, sia per quanto concerne i materiali sia per il loro aspetto, con colori vivaci un hashtag ricamato, #enjoylife. Prima era partita come una cosa ristretta e contingente al periodo che stiamo vivendo, ma non è tardato molto tempo a capire come questo potesse in effetti essere un mercato da esplorare.
«Mixando la nostra tecnologia e il nostro know how si poteva creare qualcosa di bello e utile – esordisce Bruno Manetti – credo che questo diventerà, volenti o nolenti, un accessorio indispensabile. Eravamo partiti con amici e conoscenti a livello locale, le ho mostrate sui social, poi la cosa ci è sfuggita di mano tanto che clienti europei ed extra continentali mi hanno contattato per avere informazioni ed ordinarne». Quella di Manetti sarà però una produzione più di qualità che di quantità: l'idea al momento è prepararne alcune migliaia, poi si vedrà in futuro come procedere.
«Utilizziamo un nylon testurizzato atossico ed anallergico prodotto in Italia – spiega l'imprenditore – la cosa bella e pratica è che questo è lavabile e igienizzabile, quindi riutilizzabile a lungo. C’è una tasca interna alla mascherina dove si può volendo inserire un filtro che enfatizza le sue proprietà. Evidenzio che non è un dispositivo chirurgico o professionale, ma solo da uso quotidiano per strada, ufficio o fabbrica». Il comparto della moda è stato tra quelli più segnati dall'incombere dell'emergenza Covid-19 e lo stesso imprenditore montelupino ha dovuto agire di conseguenza: «Abbiamo contenuto del tutto le richieste di annullamento o riduzione degli ordini – spiega Manetti – promettendo a ogni singolo cliente di affrontare insieme le difficoltà al momento della consegna della merce invernale. Le conseguenze non sono al momento calcolabile ma, opinione personale, ritengo che in Italia si sia esagerato con le misure restrittive, forse perché colpevolmente impreparati. Altrettanto inadeguate sono a mio avviso le misure per far ripartire un’economia che già prima era in difficoltà. Adesso, visto il panico infuso nella gente, proverei a far riaprire gradualmente ma speditamente tutto il sistema economico nazionale, lasciando a casa più a lungo le persone meno giovani e quelle sofferenti di altre patologie». —
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