Il Tirreno

Empoli

SIAMO BRAVI E BISOGNA CONTINUARE A ESSERLO

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Siamo stati bravi, diciamocelo. Sì, una pacca sulla spalla, ovviamente ognuno sulla propria, questa volta possiamo darcela.

I dati sul traffico dell’ultimo mese dicono che dalle strade è sparita metà gente. Auto, certo, ma di conseguenza anche persone. Non solo, se ci spostiamo lo facciamo per tragitti ridotti, quasi nulli. Insomma qui, nell’Empolese Valdelsa, la parola lockdown (confinamento, nella traduzione letterale) l’abbiamo fatta nostra. Eppure siamo più di 167mila anime, mica pizza e fichi. In quasi 40 giorni di “chiusura attività” ci siamo mossi poco e bene, anche se naturalmente i furbetti non sono mancati e non mancano. Abbiamo avuto anche cani da guardia efficienti, bisogno ammetterlo, perché i controlli di polizia municipale e forze dell’ordine sono serrati, perché i sindaci hanno iniziato prima e più di altri (chiusure dei parchi o dei mercati) a rintanarci.

A volte, è vero, qualche cittadino diventa sceriffo. Come quelli appostati dietro alle finestre, pronti a denunciare – rigorosamente via social – chi corre o chi porta troppo spesso fuori il cane. Sbavature poco simpatiche, è vero. Ma, in fondo, il risultato è che nell’Empolese Valdelsa il coronavirus c’è, come ovunque, ma picchia forse un po’ meno. Diciamolo con le dita incrociate, ma soprattutto ricordiamoci che, sia quale sia la fase che stiamo vivendo, continuare a essere bravi, se possibile ancora più bravi, è un dovere. Un dovere morale. –

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