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la crisi 

Bonus spesa esauriti, stop alle domande. Ora resta la carta del fondo di soccorso

Daniele Dei
In coda davanti al Comune di Empoli per consegnare le domande del bonus spesa (foto agenzia Carlo Sestini)
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In coda davanti al Comune di Empoli per consegnare le domande del bonus spesa (foto agenzia Carlo Sestini)

Empoli, su quello aperto dalla Società della Salute ci sono 830.000 euro, ma non è stato ancora deciso in che modo utilizzarli

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EMPOLI. I soldi del Governo per i "buoni spesa" stanno esaurendo in tutti i Comuni dell'Empolese Valdelsa. Chi prima, chi dopo, ogni amministrazione ha impegnato tutta la somma destinate alle famiglie con difficoltà economiche causa effetti di Covid-19.

Ieri Capraia e Limite, Vinci e Cerreto Guidi hanno dovuto dire basta alle domande, Castelfiorentino lo ha fatto il giorno precedente. Ancora prima Empoli, Certaldo, Montelupo Fiorentino e Fucecchio avevano comunicato la chiusura della ricezione delle richieste. Nonostante il provvedimento doveva essere attivo fino al 30 aprile, il totale di 989mila euro da spartire sugli undici Comuni è andato via in metà mese, lasciando scoperte le prossime settimane almeno che non si trovi – o arrivi dall'alto – una soluzione. «Al momento sono stati assegnati a circa il 71% dei beneficiari» fa sapere il presidente dell'Unione dei Comuni, Alessio Falorni. Il fatto è che la Società della Salute ha vagliato le varie domande e ha fatto pervenire ai municipi risposte ed elenchi dei beneficiari. Conti alla mano, molti sindaci hanno visto che le richieste ancora sul tavolo raggiungevano, se non superavano, il plafond a loro disposizione, bloccando le richieste.

In alcuni casi, come a Capraia e Limite o a Vinci, è stata fatta una "lista di attesa" per intervenire successivamente. Alcuni sindaci stanno pensando di mettere risorse aggiuntive oppure usufruire di altri aiuti. «A Montaione finiti i soldi del Governo andremo avanti grazie a una serie di risorse messe in campo dalla Misericordia, almeno fin quando saranno disponibili», spiega il sindaco Paolo Pomponi. «Vedremo cosa succederà – ha detto Alessio Falorni – se i Comuni dovranno rimpolpare il fondo in maniera autonoma o meno. Ancora non abbiamo preso decisioni. In teoria ogni amministrazione dovrebbe fare con le proprie risorse».

L'ipotesi di fare "cumulo" dei fondi e traghettarli dove c'è maggiore bisogno è impraticabile per l'evidenza dei fatti, essendo tutti i Comuni in difficoltà. Ognuno si attrezza come può: con le iniziative di "spesa sospesa", per esempio, oppure come hanno fatto a Vinci dove l'amministrazione del sindaco Giuseppe Torchia ha aperto un conto corrente solidale per l'emergenza. Lo stesso è accaduto a Montespertoli (i conti sui cui versare eventuali donazioni sono pubblicati su siti e pagine Facebook dei rispettivi Comuni).

«Abbiamo l’impressione che possa essere scattato un meccanismo il quale, di fatto, potrebbe aver escluso dal beneficio dei buoni spesa, chi aveva davvero più bisogno», evidenzia la capogruppo all'Unione di Fratelli d'Italia, Maddalena Pilastri, che ha presentato un'interrogazione all'ente degli undici Comuni.

Infine ci si pone una domanda: e il fondo "Sosteniamoci" a disposizione della Società della Salute, con in cassa 830mila euro di cui 800mila donati dal magnate texano George McCarroll Rapier III? In teoria doveva essere destinato al post emergenza, con dei progetti di sostegno sociale: ancora non si è discusso di modalità di utilizzo né di indirizzi programmatici. L'argomento ancora non è stato toccato nelle giunte telematiche tra i sindaci dell'Unione: martedì 21 si terrà la prossima e non è detto stavolta che non se ne parli. Anche perché lì i soldi ci sono. —
 

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