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I lavoratori dicono sì all'accordo per la Vibac
Scongiurata la chiusura dello stabilimento ma 80 dei 120 dipendenti andranno in cassa integrazione per 14 mesi
VINCI. Finiscono con un bicchiere non completamente vuoto, dato che mezzo pieno sarebbe dire troppo, i tre mesi di trattativa tra i lavoratori e la Vibac per mantenere i posti di lavoro e la produttività del sito di Mercatale di Vinci. Stamani i 120 dipendenti hanno dato il via libera a maggioranza all'unica opzione possibile che evitasse, da oggi stesso, il licenziamento collettivo di tutta la forza lavoro come previsto dalla comunicazione arrivata a metà gennaio.
Ieri, ultimo giorno di trattativa per evitare il peggio (prorogato dal 2 al 15 aprile causa emergenza Coronavirus), il tavolo telematico tra azienda, Rsu e sindacati è finito in tarda serata con un nulla di fatto. «L’azienda non ha accettato nulla di tutto quello che per noi era il minimo per poter sottoscrivere un eventuale accordo come Filctem Cgil», è l'amaro commento di Giuseppe Dentato, il sindacalista della Camera del Lavoro di Empoli che dal primo minuto ha seguito tutta la vertenza.
Secondo gli accordi, ottanta dei 120 lavoratori dello stabilimento andranno in cassa integrazione per 14 mesi tra quella concessa per Covid-19 e la straordinaria per crisi aziendale. Per i restanti 40 lavoratori, 24 riprenderanno indicativamente alla fine del mese e gli altri successivamente. "In questo modo - fa sapere il delegato Rsu Vladimiro Spinelli - potrà essere nuovamente acceso qualche macchinario in modo tale da poter riavviare parte della produzione».
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