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Da lunedì 6 otto comuni rilasceranno buoni spesa alle famiglie in difficoltà
Empoli, Montaione e Gambassi avviseranno invece i negozi di accettare gli acquisti di chi è stato inserito negli elenchi
EMPOLI. Già da domani, lunedì 6, saranno consegnati i primi buoni spesa ai nuclei familiari che ne hanno fatto richiesta e per i quali è arrivato il responso positivo da parte della commissione istituita dall’Unione dei Comuni, in collaborazione con la Società della salute territoriale che gestisce il servizio sociale. Sono già diverse centinaia le domande – per compilarle e inviarle ci sarà tempo fino al 30 aprile – che sono pervenute in forma telematica e in forma cartacea agli undici comuni e che la commissione, organizzata attraverso tre sottocommissioni (una per l’Empolese, una per la Valdelsa e una per il Valdarno) per velocizzare i lavori, già dalla serata di venerdì sta passando al setaccio e valutando.
L’organizzazione. La macchina andrà avanti per tutta la giornata di oggi per permettere di arrivare domani ad avere il maggior numero di risposte esaudite. In ogni caso, le modalità di consegna dei buoni variano tra i diversi comuni. Nella maggior parte dei essi sono già stati stampati dei ticket, che verranno consegnati alle famiglie. Ma ce ne sono tre – Empoli, Gambassi e Montaione – nei quali non ci sarà consegna dei buoni cartacei e i beneficiari potranno recarsi direttamente negli esercizi indicati al momento della domanda e fare la spesa. «Già da venerdì è attiva la commissione creata ad hoc dall’Unione – spiega il delegato al sociale dell’Unione, Alessio Spinelli – e contiamo di avere le prime risposte con gli esiti delle domande a breve. A quel punto ogni comune si organizzerà per la consegna dei buoni o attraverso le forme che ha scelto per la distribuzione degli aiuti».
I ticket. Negli otto comuni che hanno optato per la consegna dei buoni cartacei, il taglio minimo va da 20 a 25 euro. I ticket sono numerati e timbrati, in alcuni casi sono firmati direttamente dal sindaco, in altri vi è apposto un ologramma. L’obiettivo è quello di rendere non falsificabili i buoni. Non saranno spendibili parzialmente e non è data la possibilità di fare un resto in contanti in caso di spesa inferiore al taglio del ticket. L’elenco dei negozi (ci sono anche i supermercati) e delle farmacie che hanno fornito la propria disponibilità a riscuotere i buoni spesa è in continuo aggiornamento ed è consultabile sul sito del proprio comune di residenza o di domicilio. È ammesso l’acquisto solo di beni alimentari di prima necessità, farmaci, prodotti per l’igiene personale e della casa. Una volta ricevuta la conferma da parte della commissione dell’Unione, saranno gli uffici comunali a comunicare direttamente al nucleo familiare la modalità di consegna dei ticket. Dove fosse possibile sarà chiesto ai cittadini di recarsi presso un punto prestabilito (come la sede comunale) a ritirarli in determinati orari, altrimenti saranno incaricate le associazioni di volontariato o gli enti del terzo settore del recapito direttamente al domicilio.
No buoni. Come accennato, nei comuni di Empoli, Gambassi e Montaione è stata scelta una modalità diversa. Sui moduli di autocertificazione pubblicati da queste amministrazioni, infatti, è presente una sezione alla fine del documento in cui il richiedente è tenuto a specificare un massimo di due esercizi commerciali (uno per alimentari e prodotti di igiene e uno per le farmacie) nei quali si recherà per fare la spesa attraverso i fondi messi a disposizione dal governo. Una volta ricevuta la conferma dell’accettazione della domanda, il Comune avviserà la famiglia e invierà il nominativo con l’importo accordato direttamente a negozi e farmacie e i beneficiari potranno recarsi in questi stessi punti per acquistare i beni, senza bisogno del ticket. —
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