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Già due decessi e altri sei casi positivi Tamponi a tappeto nella Rsa Chiarugi
A Villa Serena nessun positivo ma il direttore dal 13 marzo sta chiedendo l’esame per le 250 persone tra ospiti e operatori
EMPOLI
Cinque signore, tra gli 89 e i 95 anni, più un infermiere: altri sei i casi di infezione da Coronavirus accertati all'interno della Rsa "Vincenzo Chiarugi" di Empoli nei tamponi che sono stati eseguiti fino a ieri. Si vanno ad aggiungere agli altri due riscontrati nei giorni precedenti, riguardanti altre due donne di 87 anni (di Montespertoli) e 97 anni (di Empoli), nel frattempo venute a mancare dopo il ricovero all'ospedale San Giuseppe.
La conferma arriva direttamente dalla residenza di via Guido Monaco, gestita da una Fondazione collegata alla Misericordia di Empoli. Si tratta di tutte persone dimoranti nel primo piano della struttura, quello che nel frattempo è stato "sigillato" e dove tutti gli ospiti presenti sono stati messi in quarantena. «Le cinque donne sono tutte asintomatiche – spiega la direttrice della struttura, Mariella Bulleri – e per questo si trovano in quarantena nelle loro stanze. Attualmente stanno bene, come anche il nostro infermiere con il quale ogni giorno più volte ci sentiamo. Lui è a casa ed è in buone condizioni di salute, sta attendendo i tempi dettati dalla quarantena prima di essere considerato guarito».
L'Arciconfraternita, da due settimane ormai, chiedeva all'Asl e alla Regione di poter eseguire i tamponi, che sono arrivati soltanto nel momento in cui ci sono stati i decessi e per il momento solo agli ospiti e gli operatori del primo piano. A quanto pare, però, i controlli saranno fatti a tappeto già dai prossimi giorni: «Ieri mattina ho ricevuto una richiesta dalla Prefettura di Firenze – spiega il Governatore Pier Luigi Ciari – per avere un elenco completo di ospiti, Oss e infermieri. In questi due giorni hanno fatto i tamponi già programmati, ora attendo l'avvio degli altri ma penso sia questione al massimo di un paio di giorni».
Le misure all'interno della Rsa sono rigorose: «Gli accorgimenti presi sono veramente importanti – spiega ancora la dottoressa Bulleri – ma evidentemente il virus circola nonostante le precauzioni. Se i tamponi fossero stati eseguiti prima, avremmo forse diviso immediatamente le persone che sono o potranno risultare positive. Ci sono stati nel frattempo nostri ospiti che hanno necessitato ricoveri ospedalieri per altri motivi: sono stati tutti sottoposti ad accertamenti ma gli esiti sono stati negativi in ognuno dei casi. Il secondo decesso è stato per noi una sorpresa: eravamo in continuo contatto con la figlia ed eravamo pronti a riaccogliere la signora. Poi purtroppo c'è stata una ricaduta improvvisa».
Dove invece ancora non si fanno controlli a tutti è a Villa Serena a Montaione: «Nessun caso da noi – spiega il direttore Delio Fiordispina – ma dal 13 marzo sto chiedendo tamponi per le 250 persone all'interno tra ospiti e operatori, senza esito. Ho l'impressione che la Regione abbia iniziato dalle strutture con casi accertati prima di arrivare alle altre. Qui chi ha anche i primi sintomi influenzali deve stare a casa, la struttura è sigillata e chi rientra dagli ospedali viene sottoposto a tampone. Ma è poca cosa rispetto a questo virus che ci assale. I dipendenti chiedono controlli a gran voce». —
Daniele Dei
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