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L’amore contro il Covid-19. Ora gli abiti per sposarsi si possono provare a casa
L’Atelier Laura Romagnoli propone un servizio innovativo durante l’isolamento «Molti matrimoni spostati all’estate, ma noi vogliamo farci trovare pronti»
EMPOLI. Che l'amore non muore in tempi di epidemie ce lo aveva già raccontato Gabriel Garcia Marquez nel suo capolavoro “L'amore ai tempi del colera”. Se però si tratta di formalizzarlo attraverso le nozze il discorso cambia.
E così l'Atelier Laura Romagnoli, che ha sede al 40 di via Carrucci a Empoli, lancia un servizio innovativo, che permette agli sposi di poter provare il proprio abito direttamente da casa. Quello che ruota attorno alle cerimonie è un settore che inevitabilmente è stato duramente colpito dall'emergenza coronavirus, con i matrimoni di primavera che sono già stati prorogati all'estate facendo slittare gli altri all'autunno. «La situazione è molto complessa – spiega Niccolò Pucci, figlio della fondatrice Laura Romagnoli – ma abbiamo pensato di lanciare questa iniziativa che può rappresentare un'opportunità anche per altre attività commerciali che operano nel campo dell'abbigliamento e nelle calzature. Per quanto riguarda il nostro settore in particolare, quello del lavoro a distanza è un trend che si sta affermando in tutta Europa. Ci sono molti atelier che operano da anni in questo modo e ciò indica che è una direzione a cui guardare».
Un master in Marketing digitale, Niccolò Romagnoli già da tempo pensava all'apertura di questo servizio. Poi è arrivato il lockdown, che lo ha reso necessario per poter andare avanti. Il funzionamento è semplice e sicuro. Gli sposi – l'Atelier di Laura Romagnoli si occupa di abiti da sposo e da cerimonia, ma il lavoro da remoto è reso possibile anche dall'altro atelier di abiti da sposa, “Le spose di Romagnoli”, che opera nello stesso stabile di via Carrucci – possono consultare il catalogo online e scegliere tre abiti. A quel punto possono fare l'ordine, specificando la taglia. «Noi sanifichiamo gli abiti attraverso un servizio di lavanderia e li recapitiamo direttamente a casa – prosegue – inoltre seguiamo via Skype la prova, fornendo la nostra consulenza e annotando le eventuali modifiche da apportare. Quindi, ritiriamo gli abiti e prepariamo quello è stato scelto per la consegna. L'idea è quella di trasformare il proprio salotto in un atelier vero e proprio. Ovviamente c'è stato bisogno di organizzare le diverse procedure, ma nella sostanza il servizio non cambia. E ci permette, anche nel momento in cui le misure restrittive verranno ritirate, di continuare ad offrire questa opportunità ai nostri clienti».
Insomma, non fermarsi in questo momento di chiusura forzata dei punti vendita per farsi trovare pronti alla ripartenza. «Per adesso i matrimoni in programma da marzo a maggio si stanno spostando tra luglio e settembre – spiega – mentre quelli fissati per l'estate saranno probabilmente prorogati all'autunno oppure andranno direttamente all'anno successivo. Ma comunque è necessario lavorare adesso per avere tutto pronto al momento delle cerimonie». —
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