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empolese valdelsa 

Una donna di Montespertoli è la prima “guarigione virale”

D.D.

Il sindaco Alessio Mugnaini «È un messaggio positivo,  è necessario limitare la diffusione del contagio e ridurre i disagi negli ospedali»

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MONTESPERTOLI

C'è il primo guarito dell'Empolese Valdelsa da coronavirus: una luce in fondo a un tunnel che, per questa zona, è iniziato lo scorso 5 marzo. Dopo due settimane quindi arriva la notizia che due persone ricoverate all'ospedale “San Giuseppe” di Empoli per infezione da Covid-19 hanno presentato delle “guarigioni virali”: si tratta di una donna di 73 anni di Montespertoli e di una 49enne di Santa Maria a Monte, in provincia di Pisa. Buone novità anche dal Comprensorio del Cuoio, dove per un uomo di 47 anni Santa Croce sull'Arno è stata dichiarata la “guarigione clinica”: lui però era convalescente nella sua casa. Le due donne che erano ricoverate all'ospedale di Empoli, riferisce la Regione Toscana, «sono tutte a casa e fuori dalla quarantena», come gli altri casi di guarigioni virali. La notizia è stata accolta con particolare soddisfazione dal sindaco di Montespertoli, Alessio Mugnaini. «Si tratta di un messaggio positivo – commenta il primo cittadino chiantigiano – segno che se si riesce a limitare la capacità di prendere il contagio, la maggior parte delle persone guarisce. Se invece si sovraffollano gli ospedali non siamo in grado di curare tutti e quindi il virus dilaga. Bisogna mettere gli operatori sanitari in condizione di poter affrontare degnamente i casi e questo va spiegato alla gente». La signora in questione aveva contratto il virus circa dieci giorni fa. «È stata la seconda persona, in questo territorio, a risultare positiva – fa sapere il primo cittadino, mantenendo ovviamente la privacy della diretta interessata – direi che da ora in poi potremo vedere gli effetti delle misure messe in campo dal Governo anche se aspetterei l'inizio della prossima settimana per vederne gli effetti. Ormai l'indiscrezione che si andrà oltre il 3 aprile c'è e questo significa dove ancora lavorare molto, comunque sarà importante monitorare quel che succede». Adesso però c'è da tenere conto di tutti gli altri casi, oltre trenta, che hanno interessato gli undici comuni del Circondario Empolese Valdelsa e che non hanno risparmiato, se non una piccola parte della Valdelsa, nessuna comunità. —D.D.

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