Il Tirreno

Empoli

«Non ci sono persone malate tra gli ospiti degli Sprar e Cas»

D. D.

la societÀ della salute dell’empolese valdelsa e valdarno inferiore 

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EMPOLI

L'emergenza Coronavirus non fa dimenticare alle istituzioni locali il tema della gestione dei migranti e dei richiedenti asilo. Sono poco meno di cento le persone attualmente ospiti nella rete dei Cas (centri di assistenza sanitaria) e negli Sprar (servizio centrale del sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) sparsi nell'Empolese Valdelsa, anche loro tenuti come tutti al rispetto delle strettissime regole imposte dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Anche qui tra operatori e addetti ai lavori ci si sta preoccupando per la gestione di possibili casi all'interno di queste strutture perché, se emergesse la positività di un ospite, dovrebbe essere rivista tutta l'assegnazione dei posti onde evitare di esporre tutte le persone al contagio. «La situazione è tutta in divenire – spiega il presidente della Società della Salute dell'Empolese Valdelsa e del Valdarno Inferiore, Alessio Spinelli – c'è comunque la volontà istituzionale di trasformare un Cas in una struttura interamente dedicata all'emergenza Covid-19». Questo, dunque, per fare in modo che, qualora risultassero infezioni anche tra queste persone, ci sarebbe una sola struttura in cui tenerle a protezione loro e di chi sta loro attorno. «È una riflessione a livello di Città Metropolitana di Firenze, non di sola Unione dei Comuni dell'Empolese Valdelsa – prosegue il sindaco di Fucecchio – a cui è interessata ovviamente anche l'Asl Toscana Centro. Dai dati che ci arrivano a oggi non ci sono persone malate negli Sprar e nei Cas del territorio, sono tutti controllati sotto la supervisione della Prefettura e delle cooperative di gestione. Tutti son censiti e si attengono alle disposizioni».

Per il resto anche l'operatività dei centri prosegue: «Chi lavora ha i dispositivi e le attività viaggiano comunque in modo ridotto – spiega Spinelli – si espletano solo le pratiche più importanti. Se da un lato si continuano a seguire le pratiche per quanto riguarda le richieste dei permessi di soggiorno, d'altro lato, gioco forza, sono state lasciate da parte le attività di inclusione. È importante in questa fase che venga tutelata il più possibile la salute dei dipendenti delle cooperative».

La SdS aveva già sospeso dallo scorso 11 marzo i corsi di lingua e tutte le attività formative. Per quanto riguarda servizi che sono sempre attinenti alla sfera delle persone non italiane residenti sul territorio, il servizio dei punti informativi per stranieri è stato sospeso, lasciando unicamente la figura del coordinatore in servizio, reperibile telefonicamente dalle 9 alle 13 dal lunedì al venerdì al numero 3202569478.

Il servizio di mediazione linguistica è stato momentaneamente sostituito con la mediazione telefonica o via mail, anche per esigenze scolastiche. —

D. D.

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