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La comunità musulmana in aiuto dell’ospedale di Empoli
Sono già stati superati duemila euro raccolti alla macelleria halal di piazza Gramsci e al Global Discount della stazione ferroviaria
CASTELFIORENTINO
Le circa 500 famiglie per 1.200 residenti della comunità musulmana di Castelfiorentino si sono attivate per raccogliere fondi per l'emergenza Coronavirus da destinare all'ospedale “San Giuseppe” di Empoli. Sono già stati superati duemila euro di aiuti, raccolti alla macelleria halal di piazza Gramsci e al Global Discount nei pressi della stazione ferroviaria. «Ci siamo sentiti chiamati in causa – spiega il portavoce Ilias Boumarouan – è la prima volta che facciamo una raccolta fondi di questo tipo. L'idea è che chi va a fare la spesa, essendoci una sola macelleria islamica a Castelfiorentino, lascia in un sacchetto chiuso una busta con dentro dei soldi e il nome della famiglia donatrice. Si dà un contributo piccolo per i bambini e maggiore per gli adulti. Non potendo andare in moschea e non potendo uscire di casa, l'unico modo era agire sui luoghi della spesa quotidiana». Un altro modo per aderire è eseguire un bonifico bancario all'“Associazione Multietnica Castelfiorentino” con causale legata all'ospedale di Empoli. I punti di raccolta, organizzati lo scorso fine settimana, saranno attivi fino a domani. Intanto nella comunità musulmana ci si organizza via Whatsapp per fare la spesa, in modo da evitare assembramenti. «Abbiamo suddiviso l'impegno in vari giorni per non creare capannelli nei negozi e rispettare le regole vigenti», evidenzia Boumarouan. Inizialmente era stato messo un banchino in piazza Gramsci, come spiegato dal sindaco di Castelfiorentino in un post. «Avevo consigliato alla Associazione Multietnica di appoggiarsi al negozio Abbes in piazza Gramsci perché mi sembrava più sicuro e più in linea con ciò che è necessario fare in questi momenti – spiega Alessio Falorni – quando uno va a fare la spesa, lascia la donazione. A volte questi ragazzi sono un po’ confusionari nelle loro modalità di azione. Ho quindi chiesto di toglierlo e usare l’altra modalità che gli avevo indicato. Sarebbe davvero un gran regalo per me vedere che la mia comunità valorizza il bellissimo gesto e il bel proposito di una delle sue componenti, che va senz'altro nella direzione di sentirci tutti parte della stessa famiglia, più che l’imperfezione organizzativa con cui è praticato». —
D.D.
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