Il presidio
Alla Sammontana 7 settimane di cassa integrazione per 192 lavoratori
Bar e ristoranti chiusi dal decreto: l'azienda ha disposto lo stop temporaneo della produzione di pasticceria precongelata
VINCI. Una doccia tiepida, piuttosto che fredda, per i dipendenti di Sammontana che lavorano nel comparto della croissanterie. L'azienda empolese ha infatti deciso, nella serata di giovedì, di disporre il fermo temporaneo della produzione di pasticceria precongelata, a causa dell'emergenza Coronavirus. La scelta è stata approntata in particolar modo per una delle direttive contenute dal decreto firmato dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte nei giorni scorsi: quella della chiusura, almeno fino al 3 aprile, di bar e ristoranti. Visto che la croissanterie di Sammontana, oltre che degli altri marchi a essa collegati che sono Tre Marie e Il Pasticcere, ha come massimo sbocco il settore dell'Horeca, non era remunerativo continuare a tenere aperto gli stabilimenti dedicati a questo specifico ambito. È così che dunque, da lunedì, 192 dipendenti del sito produttivo di Mercatale di Vinci andranno in cassa integrazione straordinaria per sette settimane.
La decisione è stata comunicata ieri mattina dall'amministratore delegato dell'azienda, Leonardo Bagnoli, alla rappresentanza sindacale dei lavoratori. «Il provvedimento riguarda anche la parte del nostro stabilimento di Verona relativa alla croissanterie – spiega il manager empolese – mentre andremo avanti con la produzione del gelato. In questo ambito abbiamo diviso le persone in tre turni e ci sono momenti scaglionati per andare in mensa, così che ci siano le dovute distanze a tavola. Da giovedì abbiamo distribuito le mascherine, sebbene non siano obbligatorie in tutte le postazioni, inoltre stiamo cercando di reperirle in giro per l'Italia e all'estero per averne in numero maggiore».
La Rsu ha preso atto della decisione di Sammontana di sospendere la produzione e, rispetto ad altre vertenze sindacali, non ha al momento niente da recriminare sulla scelta: «La situazione in corso non ci permette nemmeno di fare un'assemblea tra lavoratori – spiega Vincenzo Lucignano della Rsu Sammontana dello stabilimento di Mercatale – va però detto che anche i dipendenti, in questo periodo, stavano chiedendo di poter rimanere a casa, preferendo guardare soprattutto alla loro salute. In azienda tutte le norme di sicurezza legate a Covid-19 erano rispettate e le mascherine c'erano. Avevamo però notato il calo di vendite e per questo motivo, nelle scorse settimane, avevamo già concordato con l'azienda il fermo produttivo nelle giornate del venerdì. Quella di ieri doveva essere la prima. Questa nuova decisione ovviamente annulla e sostituisce su quella precedente». Insomma, per Lucignano va bene così: «Prendiamo atto di questo, purtroppo dopo la misura di chiudere tutti i bar è evidente che potesse accadere questo – conclude – ora bisogna vedere che succede e restare aggiornati sugli sviluppi. I gelati è giusto si producano perché ci sono i supermercati aperti e lì il canale di vendita resta attivo».
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