Il Tirreno

Empoli

il caso 

Il dottore positivo al tampone: «State in casa, poi sarà tardi»

Giacomo Bertelli
Matteo Bruni durante un servizio prima di risultare positivo al tampone del Covid-19
◗
Matteo Bruni durante un servizio prima di risultare positivo al tampone del Covid-19

Il medico di Certaldo lavora in Emilia dove ha contratto il Covid-19 e dove è ora in quarantena

2 MINUTI DI LETTURA





CERTALDO. «Quando arriverà il primo caso potrebbe essere troppo tardi, cittadini state in casa». È l’appello del 31enne certaldese, Matteo Bruni, medico che dal 2017 lavora a Modena ed ora al proprio domicilio in quarantena, risultato positivo al tampone del coronavirus. . Lui durante il suo lavoro è venuto a contatto, con tutte le precauzioni del caso, con persone risultate poi contagiate al Covid-19. Un messaggio forte, il suo, che arriva fino a tutta la Valdelsa e Certaldo, dove vivono i suoi genitori. Familiari che sente e vede in uno schermo del telefono. «Sto bene, voglio subito rassicurare tutti i miei amici e familiari ma ho dovuto per adesso abbandonare la nave», spiega Bruni. Diplomato a Colle Val d’Elsa, laureato in medicina alla Cattolica di Roma, grazie alla specializzazione ha iniziato il suo percorso di medico in terapia intensiva e rianimazione a Modena, dove ha lavorato per i policlinici di questa area.

Fino a pochi giorni fa in quello di Reggio Emilia, dove faceva molti chilometri sull’automedica. Tanti pazienti, tanti contatti, sempre con un preciso obiettivo: salvare le vite. «Naturalmente avevamo preso tutte le precauzioni, da questo punto di vista siamo stati impeccabili ma evidentemente questo virus è più forte di noi» prosegue. Nei giorni scorsi un po’di tosse, qualche linea di febbre e il tampone risultato positivo al coronavirus. Lui vorrebbe, come tutti i giorni, essere in prima linea, per cercare di dare una mano a chi sta lottando per qualcosa di invisibile. Che però uccide, senza guardare in faccia niente e nessuno.

Per il giovane certaldese adesso riposo forzato in casa, in quarantena, ma la sua attenzione è rivolta fortemente alla Toscana, alla sua casa. «Qui in città ci sono solo fantasmi ed occorre che anche in Valdelsa si faccia altrettanto – insiste – il mio pensiero va ai miei colleghi, agli infermieri e tutte le persone che non posso aiutare. Fra infermieri e medici stiamo facendo turni impossibili, “scafandrati” in una tuta che a malapena ti lascia respirare. Tra i miei contatti ho persone infastidite di fronte alla mia rabbia, derivata dal fatto che stanno organizzando cene oppure uscite. Ma ho sempre concepito la salute come diritto di tutti e privilegio di nessuno. Il mio professore di lettere delle superiori diceva una cosa a cui non ho mai dato tanto peso, che invece negli ultimi mesi si sta facendo sempre più veritiera: “Le civiltà cadono a causa del decadimento dei costumi”. Chiedetevelo, interrogatevi se forse abbiamo perso il lume della ragione».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web