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Eroso argine dell’Arno timori tra la gente

Daniele Dei
Eroso argine dell’Arno timori tra la gente

I cittadini che abitano in località Giannini chiedono interventi di consolidamento per evitare qualunque tipo di rischio

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CERRETO GUIDI. Resta attenzionata la situazione dell'argine destro dell'Arno in località Giannini, un gruppo di abitazioni che si trovano poco fuori dall'abitato di Bassa. La zona da anni è a rischio idrogeologico in quanto uno smottamento aveva costretto, il 27 marzo 2014, alcune famiglie a essere evacuate e spostate in altri appartamenti per 17 mesi. Dal rientro a oggi la situazione è stata tranquilla ma, dallo scorso novembre, una piena del fiume ha eroso ulteriormente l'argine. Oggi, in fondo all'unica strada, senza sfondo, di Giannini che va dalla provinciale della Motta all'argine, si nota benissimo il distacco di terreno, tanto che l'area è stata transennata e vietata all'accesso. I residenti, comunque, sono tutti al loro posto, in una situazione di allerta ma non di totale preoccupazione.

«L'ultima visita dei tecnici delle istituzioni e del Genio Civile è avvenuta circa tre settimane fa – spiega Nicola Martucci, un cittadino che vive a pochi metri dal fronte franoso – in cui hanno eseguito dei controlli e messo le transenne. A parer mio i tecnici vanno lasciati lavorare: se si prenderanno un mese e mezzo per realizzare i progetti che servono, non ci vedo niente di male. A oggi problemi nelle nostre case non li abbiamo, anche la mia sta resistendo e quelle crepe che erano emerse nel 2014 adesso non ci sono».

A ogni modo non c'è da abbassare la guardia: «Come residenti ci eravamo mossi già prima della piena di novembre – prosegue Martucci – avevamo già chiesto alle istituzioni di portare avanti un lavoro di consolidamento dell'argine dopo quello emergenziale di alcuni anni fa. Il movimento terra non si è ancora fermato, ma è rallentato. Ecco perché sarà necessario intervenire con un soluzione senza attendere la prossima piena. A ogni modo, dobbiamo lasciar lavorare chi si sta occupando della cosa».

Francesca Caforio, che abita di fronte a Martucci, rivive un po' i momenti che dal 2014 a oggi hanno condizionato la sua vita: «Il Comune e in particolar modo l'allora sindaco di Cerreto Guidi, Carlo Tempesti, ci vennero incontro – racconta – riuscirono a trovarci un alloggio sostenendone le spese e si presero carico di noi. Purtroppo nel periodo che abbiamo lasciato le case i ladri entrarono in casa prendendomi tanti effetti con valore affettivo oltre a quello economico. Oggi, riguardo alla nostra situazione, noto dal sindaco attuale, Simona Rossetti, molta meno attenzione rispetto a quella che dedicò a suo tempo il suo predecessore». —

Daniele Dei

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