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limite sull’arno 

Ha debuttato il vino del magnate texano Mc Carroll Rapier III

Daniele Dei
Ha debuttato il vino del magnate texano Mc Carroll Rapier III

Presentate nei giorni scorsi al Chianti Lovers 2020 le cinque produzioni della cantina di Villa Bibbiani 

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CAPRAIA E LIMITE. George Mc Carroll Rapier III dopo investimenti milionari ha ufficialmente rimesso sul mercato vitivinicolo la cantina di Villa Bibbiani di Limite sull'Arno.

Sono stati presentati infatti nei giorni scorsi al Chianti Lovers 2020 di Firenze i primi prodotti voluti dal magnate texano della sanità, che ha acquisito la dimora cinquecentesca due anni fa e che è balzato alle cronache per la sontuosa festa organizzata a settembre per il compleanno della consorte Kymberly Ann, in cui furono chiamati per un concerto privato Brian May e Roger Taylor dei Queen assieme ad Adam Lambert e i Beach Boys come gruppo spalla.

Non solo grandi party dunque, ma anche una grande predilezione alla cultura vitivinicola: in questi due anni sono state impiegate decine di maestranze per riprendere le attività della cantina e per realizzare nuovi vigneti, alcuni ben visibili anche dalla strada provinciale 106.

Rapier III rilancia il brand Villa Bibbiani con cinque produzioni: il classico Chianti Montalbano Docg accompagnato da quattro etichette a identificazione geografica protetta.

Nel dettaglio, si tratta di “Flora”, un sangiovese al 100% ispirato ai profumi del parco di Villa Bibbiani, il “Treggiaia” rappresentaro da una miscela di sangiovese e cabernet sauvignon, il “Pulignano” fatto con uve sangiovese in purezza e il “Montereggi”, cabernet sauvignon di grande personalità e con un elevato potenziale di invecchiamento.

«L’innovazione - spiega Leopoldo Morara, enologo e responsabile cantina di Villa Bibbiani - ci ha permesso di abbandonare l’uso delle pompe enologiche in alcuni momenti cruciali del processo di produzione. Per esempio, in fase di fermentazione, le lavorazioni sono effettuate con un follatore meccanico che, rimestando le bucce in maniera soffice, riproduce ciò che un tempo si faceva a mano con bastoni o attrezzi simili. L’organizzazione della cantina su più livelli sfrutta invece la gravità sia per la movimentazione del vino sia per la messa in botte e l’imbottigliamento». —

Daniele Dei

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