Meteo
Una panchina arcobaleno contro ogni discriminazione
L'idea di Linda Bargellini che l'ha realizzata davanti al suo negozio di piante e fiori
EMPOLI. La “panchina Arcobaleno” contro ogni discriminazione e come elemento di socializzazione. . Dopo che l'idea ha preso piede in varie città italiane, come o Milano e Parma, la seduta rainbow arriva anche a Empoli grazie all'iniziativa privata di una commerciante, Linda Bargellini, titolare di un negozio di piante e fiori in via Giro delle Mura Nord. Molto attiva sul fronte dei diritti, Linda in questi giorni si è armata di pennello e ha realizzato questa panchina simbolica, ora messa a disposizione dei passanti davanti al proprio esercizio. Sopra anche una citazione ispirata a una poesia di Alda Merini: «E bastava la gentilezza di un fiore a farci guardare più lontano». «Ne sono state create moltissime in giro per il mondo – racconta Bargellini spiegando la genesi del progetto – contro il bullismo, il razzismo e l'omofobia, panchine per affrontare la propria timidezza ideate dai bambini e ne ho viste altre nel giardino di un centro per cure palliative, con una frase che dice “Le cose belle della vita insegnano ad amare, quelle brutte a saperla vivere”».
Quello di Bargellini è un messaggio indiretto anche ad alcune amministrazioni che in Italia hanno deciso di rimuovere le sedute pubbliche evitando la loro trasformazione in bivacchi per senzatetto. «La panchina, se ci pensiamo bene, è un luogo in cui puoi condividere tutto e tantissimo – prosegue Linda – penso a chi potrà venire a fare due chiacchiere, mangiarsi un panino, darsi dei baci e degli abbracci, oppure farsi un riposo momentaneo dopo una passeggiata. Ci puoi condividere un segreto, un sogno, prendere il sole e sonnecchiare, fare amicizie, farti un respiro all'aria aperta o la lettura di un libro. Insomma, vorrei che questa fosse una panchina in cui ti fermi, ti siedi e liberi i tuoi pensieri».
Linda Bargellinni comunque vorrebbe che la sua iniziativa venisse replicata anche in altre parti della città. «Sarebbe un buon progetto da proporre nelle scuole – conclude – quello delle panchine colorate che inviano dei messaggi educativi ai ragazzi. Penso che nel deposito del comune ce ne sono tante di panchine abbandonate. Ci sarà comunque un'altra che verrà realizzata a Ponte a Elsa, nel giardino del Centro sociale Intifada. Un atto simbolico per colorare le periferie lasciate a se stesse».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
