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la vertenza 

Uno spiraglio per la Colorobbia. «Il dialogo con l’azienda c’è»

Daniele Dei
Lo stabilimento della Colorobbia
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Lo stabilimento della Colorobbia

Il sindacalista Luschi della Filctem è convinto che l’incontro sia stato il primo passo per cercare di ridurre gli esuberi. Nuovo vertice il 12 febbraio

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VINCI. Il caso Colorobbia Italia non è la Vibac e questo lo si era capito fin da subito. Questa volta c’è una proprietà disposta a trattare con le forze sindacali e, almeno inizialmente, il clima sembra quello della concertazione piuttosto che dello scontro. Lo si capisce anche da come la rappresentanza dei lavoratori si esprime al termine del primo e atteso incontro interlocutorio tra le parti dopo che, lo scorso 20 gennaio, l’azienda che si occupa di vernici e smalti per il settore ceramico aveva annunciato un totale di 59 esuberi su tre stabilimenti tra Toscana ed Emilia.

Il primo round ufficiale della concertazione si è tenuto venerdì mattina alla sede dell’azienda in via Pietramarina a Sovigliana di Vinci, plesso che vede in previsione la mobilità per 30 addetti.

A questi se ne aggiungono 13 nel distaccamento di Montelupo Fiorentino e ulteriori 16 nel comprensorio della ceramica modenese, nella cittadina di Fiorano. A questo primo incontro non erano presenti i rappresentanti istituzionali ma solo le parti direttamente chiamate in causa, vale a dire i referenti dell’azienda, i delegati sindacali della Filctem Cgil e le Rsu di Sovigliana, Montelupo e Fiorano.

La prima reazione dei lavoratori al momento non è ottimistica ma nemmeno di totale rassegnazione: «Questo è l’inizio di un percorso – spiega Sergio Luschi della Filctem – in cui gli elementi sul tavolo della trattativa restano tutti come anche le preoccupazioni della vigilia. Per quanto ci riguarda, è fondamentale che ci sia una continuità aziendale, con investimenti sul territorio, una prospettiva occupazionale non volta a un ridimensionamento. L’obiettivo è cercare di trovare una soluzione positiva alla vertenza, tenuto conto delle esigenze di tutti».

Il sindacato, a quanto si percepisce, è pronto dunque a dialogare su una riduzione degli esuberi a fronte di soluzioni alternative, come per esempio il ricorso ai contratti di solidarietà.

«C’è la volontà da parte di tutti di risolvere la situazione – prosegue il sindacalista Luschi – e di trovare un punto di caduta sostenibile in una vertenza sicuramente delicata. L’importante è che non si facciano ragionamenti fini a loro stessi, andando oltre la sola riduzione dei costi. Questo lo si fa solo se l’azienda indicherà, in modo chiaro le proprie prospettive».

In merito ai motivi che hanno portato alla decisione di fare a meno di 59 addetti, i rappresentanti della dirigenza di Colorobbia Italia hanno parlato di una serie di fattori: l’andamento del mercato non positivo e, di pari passo, i costi che l’azienda si trova a dover affrontare al cospetto di ricavi minori.

Il tavolo si aggiornerà il 12 febbraio con un nuovo incontro, sempre al quartier generale di Sovigliana.

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