Il Tirreno

Empoli

il caso 

Rischio stangata per gli affitti Dieci Comuni senza bonus fiscali

Marco Pagli
Rischio stangata per gli affitti Dieci Comuni senza bonus fiscali

La cedolare secca al 10% al momento resta solo a Empoli, altrove niente agevolazioni per i proprietari 

3 MINUTI DI LETTURA







Rischio stangata per i proprietari di abitazioni in affitto nell’Empolese Valdelsa. La legge di bilancio 2020, infatti, non ha confermato l'estensione a tutti i Comuni “calamitati” –- tra i quali rientravano 10 Comuni dell'Unione, ad esclusione di Empoli che è l'unico considerato ad alta densità abitativa – del regime di cedolare secca al 10%, in caso di affitto a canone concordato. Uno sgravio fiscale importante, che di fatto riduce dal 21% al 10% le tasse da pagare sull'affitto incassato e che è strutturalmente riservato ai Comuni, appunto, che sono classificati ad alta densità abitativa. Tra il 2014 e il 2019, tuttavia, la possibilità di accedervi era stata concessa anche a quei territori per i quali era stato dichiarato lo stato di emergenza nei 5 anni precedenti. Ma ora tale possibilità rischia seriamente di venire meno e potrebbe penalizzare i proprietari di circa 3.000 alloggi concessi a canone concordato in questi Comuni. Mentre resta per gli oltre mille che si trovano a Empoli. «Inizialmente avevano annunciato che avrebbero effettuato una proroga per il 2020 con un decreto ad hoc – spiega Franco Belli del Sunia – ma ad oggi non c'è e siamo preoccupati». Ma andiamo con ordine. L'affitto a canone concordato è una modalità di locazione diversa dall'affitto sul libero mercato. In questo secondo caso, infatti, l'importo dell'affitto viene deciso dal mercato. Mentre nel primo è calcolato in base ad apposite tabelle comunali ed è minore. Il locatore può decidere di adottare una delle due modalità di affitto. In caso di canone libero il contratto ha una durata di 4 anni (prorogabile di altri 4) e il proprietario è tenuto a versare il 21% del gettito prodotto, oltre alle imposte di bollo e di registro e all'Imu (da versare interamente). Col canone concordato il contratto dura 3 anni (prorogabile di altri 2) e il proprietario può accedere al regime di cedolare secca: ovvero versare di tasse solo il 10% del gettito prodotto dalla locazione, senza imposte aggiuntive e con uno sconto sull'Imu del 25%. Un taglio che potrebbe fruttare centinaia di euro di risparmio per un appartamento standard. Per poter accedere a questi sgravi, però, è necessario che l'abitazione data in affitto sia situata in particolari aree. E con la possibilità non rinnovata di estenderla anche ai Comuni in cui fosse stato dichiarato lo stato di emergenza per calamità tra il 2011 e il 2014, a meno di ripensamenti, in dieci Comuni sarà impossibile farlo. L'annullamento colpirebbe migliaia di proprietari. Le stime, infatti, parlano di circa 13mila abitazione in affitto nel circondario, di cui circa 3.800 a canone concordato. Potranno continuare a godere della cedolare secca solo le 1.100 di Empoli, mentre per le altre 2.700 il bonus potrebbe decadere. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani