Rischio stangata per gli affitti Dieci Comuni senza bonus fiscali
La cedolare secca al 10% al momento resta solo a Empoli, altrove niente agevolazioni per i proprietari
Rischio stangata per i proprietari di abitazioni in affitto nell’Empolese Valdelsa. La legge di bilancio 2020, infatti, non ha confermato l'estensione a tutti i Comuni “calamitati” –- tra i quali rientravano 10 Comuni dell'Unione, ad esclusione di Empoli che è l'unico considerato ad alta densità abitativa – del regime di cedolare secca al 10%, in caso di affitto a canone concordato. Uno sgravio fiscale importante, che di fatto riduce dal 21% al 10% le tasse da pagare sull'affitto incassato e che è strutturalmente riservato ai Comuni, appunto, che sono classificati ad alta densità abitativa. Tra il 2014 e il 2019, tuttavia, la possibilità di accedervi era stata concessa anche a quei territori per i quali era stato dichiarato lo stato di emergenza nei 5 anni precedenti. Ma ora tale possibilità rischia seriamente di venire meno e potrebbe penalizzare i proprietari di circa 3.000 alloggi concessi a canone concordato in questi Comuni. Mentre resta per gli oltre mille che si trovano a Empoli. «Inizialmente avevano annunciato che avrebbero effettuato una proroga per il 2020 con un decreto ad hoc – spiega Franco Belli del Sunia – ma ad oggi non c'è e siamo preoccupati». Ma andiamo con ordine. L'affitto a canone concordato è una modalità di locazione diversa dall'affitto sul libero mercato. In questo secondo caso, infatti, l'importo dell'affitto viene deciso dal mercato. Mentre nel primo è calcolato in base ad apposite tabelle comunali ed è minore. Il locatore può decidere di adottare una delle due modalità di affitto. In caso di canone libero il contratto ha una durata di 4 anni (prorogabile di altri 4) e il proprietario è tenuto a versare il 21% del gettito prodotto, oltre alle imposte di bollo e di registro e all'Imu (da versare interamente). Col canone concordato il contratto dura 3 anni (prorogabile di altri 2) e il proprietario può accedere al regime di cedolare secca: ovvero versare di tasse solo il 10% del gettito prodotto dalla locazione, senza imposte aggiuntive e con uno sconto sull'Imu del 25%. Un taglio che potrebbe fruttare centinaia di euro di risparmio per un appartamento standard. Per poter accedere a questi sgravi, però, è necessario che l'abitazione data in affitto sia situata in particolari aree. E con la possibilità non rinnovata di estenderla anche ai Comuni in cui fosse stato dichiarato lo stato di emergenza per calamità tra il 2011 e il 2014, a meno di ripensamenti, in dieci Comuni sarà impossibile farlo. L'annullamento colpirebbe migliaia di proprietari. Le stime, infatti, parlano di circa 13mila abitazione in affitto nel circondario, di cui circa 3.800 a canone concordato. Potranno continuare a godere della cedolare secca solo le 1.100 di Empoli, mentre per le altre 2.700 il bonus potrebbe decadere. —
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