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Le nozze del sindaco: le nostre intenzioni e le nostre scuse

Fabrizio Brancoli
Raffaello Gaggio e Giacomo Cucini
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Raffaello Gaggio e Giacomo Cucini

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Il sindaco di Certaldo, Giacomo Cucini, ha annunciato che sta per vivere un giorno di grande felicità, uno dei più belli di un’esistenza. Sono le nozze con il suo compagno Raffaello Gaggio il prossimo 16 maggio.

L’intenzione, sincera, era quella di raccontare una bella storia; e anche quella di dare una notizia. Una vera notizia che a suo modo fa la differenza, perché è ancora rara; perché marca un altro passo nel lungo percorso per l’affermazione dei diritti, che il Tirreno accompagna con forza e convinzione.

Ma il titolo che abbiamo pubblicato nella locandina esposta fuori dalle edicole ha raggiunto il risultato opposto, e di questo siamo più che dispiaciuti. Abbiamo titolato “sindaco omosessuale annuncia le nozze”: ci siamo concentrati sinceramente sulla parole “nozze” perché volevamo sottolineare il senso di tutto, la gioia di usare la definizione più bella anziché la terminologia giuridica dell’unione civile. Ma nella prima parte del titolo abbiamo piazzato un’etichetta usando il termine “omosessuale” e questo è stato ritenuto offensivo da molte persone. Tante, troppe persone. Questo ci ha imposto una riflessione giusta. Abbiamo contattato il sindaco Cucini in serata. Al sindaco abbiamo spiegato quali fossero le nostre intenzioni, dettate da buona fede. E lui le ha comprese. Ci siamo scusati a prescindere. A voce. Ma desideriamo farlo anche qui, pubblicamente. Con lui e con tutti quelli che hanno trovato quella locandina sgradevole.

Come hanno fatto rilevare diverse persone, il titolo avrebbe potuto essere semplicemente “Sindaco annuncia la propria unione civile”. Nell’inseguire un termine (“nozze”) che ci pareva dare profondità all’intera storia (e che testimoniava la mentalità reale del Tirreno) abbiamo finito per scegliere male l’altro termine. Una definizione che a una lettura rapida, come quella che appunto avviene davanti alle edicole, poteva far pensare che la notizia fosse l’omosessualità e non l’annuncio delle nozze. Semplicemente, non era quello che volevamo.

A Giacomo e Raffaello le congratulazioni più forti e sincere da parte della famiglia del giornale che mi onoro di dirigere.
 

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