L’Unione dei Comuni dell'Empolese Valdelsa chiede 3 milioni per accogliere i migranti
Presentata la domanda al Ministero dell’Interno per il rinnovo del progetto Sprar Beneficiari 75 richiedenti asilo, i fondi andranno a coprire il prossimo triennio
L'Unione dei Comuni ha presentato domanda al ministero dell’interno per il rinnovo del progetto di accoglienza per altri tre anni.
Lo Sprar (Servizio di protezione richiedenti asilo e rifugiati) è stato attivato sul territorio nel 2017 con una durata triennale e a maggio arriverà a scadenza. Per questo l'ufficio politiche abitative e immigrazione dell'Unione – guidato dalla nuova responsabile Sandra Bertini – ha fatto richiesta per ricevere i fondi per un altro triennio, che scadrà nel 2022. Il progetto prevede un finanziamento complessivo di poco più di 3 milioni di euro, a cui l'ente di piazza della Vittoria aggiungerà circa 300mila euro fornendo una quota oraria del proprio personale per la gestione. In totale, infatti, il costo è di 1.141.537 euro all'anno. I beneficiari dei servizi di accoglienza rimarranno 75, suddivisi in dieci strutture situate nei Comuni di Empoli, Castelfiorentino, Certaldo e Fucecchio. L'Unione è il soggetto responsabile del progetto Sprar, ma la gestione è affidata ad un raggruppamento costituito da Oxfam (individuato come ente capofila), Coeso Empoli e le Misericordie di Empoli e Certaldo. Gli stessi soggetti che porteranno avanti il servizio qualora la domanda dell'Unione fosse accolta dal ministero.
Lo Sprar rappresenta un sistema diverso rispetto all'accoglienza praticata attraverso i Cas (Centri di accoglienza straordinaria), che fino a tre anni fa era l'unica presente sul territorio. Una gestione, quest'ultima, che prevede un affidamento diretto dei richiedenti asilo e dei profughi ad associazioni e cooperative da parte della prefettura e che in passato non ha mancato di presentare problematiche legate all'adeguatezza dei luoghi, alle condizioni igieniche e anche alle condizioni di lavoro degli operatori. Con lo Sprar, invece, l'Unione dei Comuni ha pieni poteri di monitoraggio sulla gestione.
Ma questa non è l'unica differenza rispetto al sistema dell'accoglienza straordinaria. Ai soggetti attuatori, infatti, viene richiesta una comprovata esperienza nel campo e una competenza riconosciuta agli operatori che lavorano all'interno delle strutture. Oltre a questi, inoltre, il progetto prevede l'impiego di figure professionali come legali, mediatori culturali, psicologi, consulenti per l'orientamento lavorativo e personale sanitario.
Le spese per il personale si aggirano intorno a 1,2 milioni, mentre i costi di gestione (tra i quali spiccano quelli per l'affitto delle strutture e per le utenze) ammontano a circa 450mila euro. Le spese generali per l'assistenza, come il vitto, l'igiene e il pocket money per le persone ospitate che è di 2 euro al giorno, sono 250mila euro. Mentre quelle per l'orientamento e l'assistenza sociale, per servizi di tutela e per l'integrazione poco meno di 200mila.
Generalmente all'interno del percorso Sprar vengono inserite persone a cui è già stato riconosciuto lo status di rifugiato politico o la protezione internazionale. Persone che sono già in Italia da tempo, insomma, e che hanno la possibilità di lavorare. Per ospitarle sono stati scelti appartamenti sparsi nei Comuni, appunto, di Empoli, Castelfiorentino, Certaldo e Fucecchio. —
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