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Recuperata l’Ici non versata. Il Comune di Empoli premia i dipendenti
La riscossione dei tributi che sono stati accertati nel periodo tra il 2012 e il 2016 ha fruttato quattrocentomila euro. Ventimila di questi andranno agli impiegati
EMPOLI. Maxi-recupero di tributi non pagati e il Comune premia i dipendenti. La riscossione dell'Ici non versata - accertata tra il 2012 e il 2016 - frutta 400mila euro, il 5% dei quali finiranno nelle tasche degli impiegati dell'ufficio tributi che hanno permesso di incassare i soldi. Intanto, l'amministrazione accerta un'evasione – questa volta relativa agli anni 2014 e 2015 – di 275mila euro della Tasi, di cui solo 14mila euro sono stati finora recuperati. Ma andiamo con ordine. Il primo grande risultato ottenuto dagli uffici di via Giuseppe del Papa riguarda l'imposta comunale sugli immobili, che dal 2012 è stata sostituita dall'Imu (Imposta municipale unica). Un tributo comunale posto sul patrimonio immobiliare e gravante sul valore del fabbricato con una percentuale fissa decisa dal Comune stesso.
L'attività di accertamento ha portato a rilevare un mancato pagamento di quasi mezzo milione di euro e ha permesso di recuperare il credito. Un lavoro che ha richiesto quattro anni e per il quale l'amministrazione ha deciso di premiare i propri dipendenti. In tutto 20mila euro, che finiranno nelle tasche degli impiegati. A prevedere questo tipo di attribuzione è una delibera del 2005, con la quale veniva istituito il regolamento per la determinazione dei criteri di costituzione e attribuzione del fondo incentivante. In particolare l'articolo 3 del regolamento prevede che il fondo incentivante è costituito ogni anno da una quota pari al 5% delle somme riscosse nell'anno precedente e non contestate, a seguito dell'emissione di avvisi di liquidazione e accertamento Ici - al netto delle sanzioni, degli interessi e delle spese di notifica – derivante da attività effettivamente svolta dai componenti del servizio tributi per l'attività di accertamento.
E così dei 400mila euro recuperati, oltre 20mila sono stati accantonati per i dipendenti. La ripartizione prevede che il 7% del totale venga assegnato al responsabile del procedimento, mentre il restante 93% a tutti gli impiegati del servizio tributi (compresi quelli temporaneamente assegnati), in relazione all'attività svolta da ciascuno in base alla relazione valutativa del responsabile del servizio. Nello specifico, il grosso del recupero è avvenuto tra il 2012 e il 2014. In questi due anni, infatti, l'ufficio tributi è riuscito a riscuotere il 70% del totale: cioè 280mila euro sui 400mila euro totali. Di questi sono stati accantonati 7mila euro l'anno.
Nel 2015, invece, sono stati recuperati 65mila euro con un accantonamento di poco più di 3mila euro. Mentre nel 2016 sono stati riscossi 55mila euro, dei quali 2.600 sono stati versati nel fondo. Le somme sono state impegnate sul bilancio di quest'anno e verranno ripartite tra tutti i dipendenti dell'ufficio. Ufficio che, però, non si è limitato a combattere l'evasione relativa all'Imu. Ma che si è concentrato anche su altri tributi, come appunto la Tasi. L'accertamento relativo al biennio 2014-2015 ha fatto emergere un mancato versamento di 275mila euro, frutto di un migliaio di cartelle. Il debito contratto dai contribuenti va da un minimo di poche decine di euro ad un massimo di oltre mille euro. Le pratiche di accertamento sono state aperte tutte nel 2019 e finora hanno prodotto un recupero di poco meno di 14mila euro. Mentre il resto dei soldi dovrà essere incassato nei prossimi anni.
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