Il presidio
Lanciano vasi dal terrazzo per fuggire dopo un furto
Montelupo, sabato 14 da incubo per una serie di incursioni da Samminiatello all’Ambrogiana. Il racconto: «Ho affrontato al buio uno sconosciuto armato di cacciavite»
MONTELUPO. È stato un sabato pomeriggio da incubo a Montelupo Fiorentino dove i carabinieri sono dovuti intervenire su due fronti distinti in contemporanea per tentativi di furto in abitazione in cui i malviventi hanno minacciato o tentato di far male alle persone che li avevano scoperti. A Samminiatello, in un palazzo lungo la ferrovia, alcuni ladri sono riusciti a salire al terzo piano di un palazzo arrampicandosi dai balconi. Alcune persone li hanno scoperti, tra cui una che vive al primo piano e altre residenti in un palazzo di fronte che, affacciandosi, hanno notato tutta la sequenza. Era poco prima delle 18.
«Io ho visto tutta la scena in diretta dal terzo piano del palazzo di fronte – racconta Terese Basile – ho telefonato al 112 e i carabinieri sono arrivati dopo una decina di minuti». A quel punto i ladri hanno fatto il percorso inverso, ma prima hanno iniziato a lanciare di sotto dei vasi di terracotta che si trovavano sul terrazzo in modo da allontanare il vicino e poter avere strada libera per fuggire.
«Non hanno avuto alcun problema a farlo – prosegue la testimone oculare – anche se sotto c’era l’inquilino del primo piano. Poteva andare a finire veramente male». Mentre i militari della stazione di Montelupo erano arrivati sul posto, quelli di Capraia e Limite sono invece partiti alla volta di via dei Medici, nella zona dell’Ambrogiana. Un quarto d’ora dopo, più o meno, un altro tentativo di furto in casa di Filippo Donori, al primo piano di un palazzo. «Ero appena rientrato – racconta il padrone di casa. Il tempo di poggiare delle cose e sono andato dieci minuti sul letto per riposarmi. Ho sentito dei rumori metallici: pensavo fosse rientrata mia moglie. Sono andato nella stanza accanto e ho scoperto un ladro che aveva appena forzato la porta finestra della cucina».
Simone è rimasto bloccato: «Dopo qualche secondo mi sono fatto forza e sono andato contro di lui, inveendo. Il malvivente, in questa situazione di buio, aveva in una mano una torcia e nell’altra un cacciavite. Prima mi è venuto incontro puntandomeli, poi è corso verso il terrazzo e si è buttato di sotto, senza farsi nemmeno male. Zoppicava un po’, ma è riuscito a fuggire». Secondo il racconto di Filippo non era da solo.
«Ho visto un’altra persona – spiega – che faceva da palo. Non sono riuscito però a vedere i loro volti. L’illuminazione pubblica non è abbastanza forte e non ho avuto modo di farlo. Più tardi ho fatto un giro e ho trovato segni di effrazione sul retro, dove tengo delle persiane blindate, e segni sulla gronda da dove, presumibilmente si sono arrampicati».
Adesso andrà a sporgere denuncia. «I carabinieri sono arrivati velocemente, in dieci minuti erano già qui – conclude – Il fatto è che qui non si riesce a stare sicuri, a tenere magari una finestra aperta nel tardo pomeriggio. Potevano esserci in casa mia moglie e mia figlia piccola, chissà cosa poteva accadere». Ultimamente è stata segnalata anche una raffica di furti tentati e riusciti a Fibbiana e, venerdì scorso, un tentativo di effrazione è stato registrato anche nella zona dell’Erta. Tutti casi seguiti dai carabinieri sperando che venga messa la parola fine a tutta questa sequela di incursioni tardo-pomeridiane. —.
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