Crollo del muro a Montelupo Fiorentino, la Procura ha aperto un’inchiesta
L’area è stata messa sotto sequestro, al momento non ci sono persone indagate. Attesa una soluzione abitativa per le famiglie che sono state evacuate
MONTELUPO. La procura di Firenze indaga sul crollo del muro di contenimento verificatosi a Montelupo Fiorentino. Il pm Gianni Tei ha aperto un fascicolo in cui l'ipotesi di reato è quella di crollo colposo. Al momento non ci sarebbero indagati, ma l’area è stata sequestrata. Non è escluso tuttavia che presto, terminati i primi accertamenti da parte degli investigatori, i primi nomi possano finire sul registro degl indagati. . Tra le perizie che verranno richieste dalla procura e quanto sta già portando avanti il Comune, tramite anche le azioni del centro di protezione civile dell'ateneo fiorentino, l’obiettivo è capire quali sono state le cause che hanno portato in pochi secondi alla caduta del muro, un'opera pubblica risalente agli anni Sessanta. Il sindaco Paolo Masetti ancora non si sbilancia e attende gli esiti delle perizie. Al momento in giro ci sono varie ipotesi: problemi legati alla regimazione delle acque, le forti piogge delle scorse settimane, le scosse di terremoto con epicentro in Mugello ma che sono state avvertite anche nell'Empolese. Tutti motivi plausibili ma che a oggi non trovano conferme. Anche dall'università, contattata dopo il sopralluogo di mercoledì, al momento si preferisce non rilasciare dichiarazioni.
Ieri mattina sono tornati al lavoro i tecnici del Comune, i quali hanno effettuato degli interventi utili soprattutto a dare maggiore visibilità all'area del crollo in vista anche del monitoraggio continuo con il laser. A tale scopo sono stati sacrificati anche i grandi cipressi che si trovavano sulla sommità del muro. Inoltre gli operai del municipio montelupino hanno sistemato in via Marconi delle tubazioni che aiutano a drenare l’acqua in caso di pioggia, anche perché nei prossimi giorni potrebbero esserci nuove precipitazioni. Sono state messe delle recinzioni più alte in quel tratto di strada, in quanto alcune persone sarebbero transitate di lì quando c'è il divieto sia a piedi che con tutti i mezzi di locomozione. L'interdizione al passaggio resta valida anche per la passerella pedonale sul fiume Pesa.
Oggi dovrebbe arrivare una soluzione definitiva per le cinque famiglie sfollate. In queste notti hanno dormito sempre negli stessi luoghi, ma il Comune sta lavorando per dare loro delle sistemazioni stabili anche perché, per almeno qualche settimana, non potranno rientrare in possesso delle loro abitazioni di via Giuseppe Tassinari, la strada che passa sopra a dove prima era il muro.
«Natale nelle loro case non potranno passarlo», ha commentato Masetti in modo pragmatico. Adesso si stanno cercando soluzioni abitative nelle vicinanze anche per ridurre sia lo shock che il disagio. Il Comune sta predisponendo due appartamenti in proprio possesso ma che erano vuoti: sono in corso delle procedure per l'attivazione delle utenze e per allestire il mobilio essenziale. Una persona, che vive da sola, ha accettato di alloggiare in albergo finché tutto non sarà sistemato. Infine ci sono altre due famiglie da sistemare ma in queste ore si stanno prendendo nuovi accordi. Non ci sono tra i 15 evacuati persone anziane, malati o neonati, fa sapere il Comune, ma sono presenti molti animali domestici: gli ambienti individuati dovranno rispondere alle esigenze anche di cani e gatti.
Il comune sta aspettando un sopralluogo da parte del Genio Civile della Regione Toscana il cui presidente, Enrico Rossi, ha contattato il sindaco nella serata di mercoledì.
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