Malcontento alle stelle fra i dipendenti dell’Asl
I 46 lavoratori che gestiscono i servizi al cittadino come anagrafe del territorio Cup e front office pronti allo stato di agitazione se le richieste verranno disattese
EMPOLI. Sono sul piede di guerra i 46 lavoratori che gestiscono i servizi al cittadino per conto dell'Asl Toscana Centro nell'Empolese Valdelsa e nei quattro comuni della Zona del Cuoio che, fino al 2015, facevano parte della ex azienda sanitaria 11. Questo a fronte di una serie di situazioni che hanno portato i dipendenti a discuterne in una serie di assemblee culminate nella stesura di una serie di richieste da porre ai dirigenti fiorentini, le quali, se verranno disattese, potrebbero portare nelle prossime settimane a uno stato di agitazione con una conseguente ricaduta sulle prestazioni al cittadino. Il malumore tocca il personale che si occupa dei front-office, del centro unico per le prenotazioni e dell'anagrafe del territorio. L'ultima assemblea si è tenuta ieri alla sala "Elisabetta Chiaurgi" dell'ex Asl 11 di via dei Cappuccini a Empoli e ha coinvolto molti dipendenti dei presìdi dell'ospedale “San Giuseppe” e del distretto di via Rozzalupi, oltre a quelli di Castelfiorentino, Certaldo e del Valdarno Inferiore. Nell'incontro promosso dalla Rsu del'Asl Toscana Centro sono emersi problemi come «carenze di personale, condizioni di lavoro, illegittima pratica di riscossione di contante agli sportelli, corretta gestione dei turni degli orari e dei carichi di lavoro e un improprio utilizzo della flessibilità organizzativa», come fanno sapere i delegati Andrea Borgheresi, Simone Baldacci, Andrea Calò, Massimo Cataldo, Sabrina Leto e Claudia Martini. La speranza stavolta è quella che certe problematiche vengano affrontate dalla dirigenza: «Al termine delle precedenti assemblee – fanno sapere gli esponenti della Rsu – ogni richiesta di natura sindacale è stata, volutamente, ignorata dall'azienda e dai responsabili dei dipartimenti competenti». Al termine dell'incontro sono stati buttati giù i punti di una nuova piattaforma di rivendicazione in cui i dipendenti hanno fissato dei paletti da applicare dal primo gennaio. I lavoratori ex Asl 11 in primis vogliono essere equiparati a quelli che provengono dalle altre tre aziende inglobate nel nuovo soggetto di area, ottenendo l'attivazione di punti automatici di riscossione che evitino il maneggio di denaro contante da parte degli operatori. Parallelamente, gli addetti si rifiuteranno di prendere soldi ma anche di ritirare e conservare i prelievi del sangue e di altri materiali biologici. Sempre da gennaio l'intenzione è quella di garantire i 15 minuti di pausa ogni due ore per i video terminalisti e lo stop a orari di nove ore lavorative consecutive, allineandoli ad altri servizi già presenti nella stessa Asl. Nel documento finale della Rsu si chiedono inoltre «incremento e adeguamento delle dotazioni organiche del personale, in funzione del carico di lavoro, del rispetto dei diritti contrattuali e del blocco della flessibilità lavorativa quale conseguenza della carenza di organico, presenza di personale addetto alla sicurezza nei vari front-office e la ripresa dei percorsi formativi e di monitoraggio dei sistemi di rendicontazione dei servizi erogati, affinché siano omogenei e gestibili da parte degli operatori e che servano, nel concreto, ad eliminare le lunghe attese. Nessuna inadempienza sarà più tollerata». —
Daniele Dei
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
