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cerreto guidi 

«Zeus non è morto da solo di lui si sono presi cura i vicini»

Martina Trivigno
«Zeus non è morto da solo di lui si sono presi cura i vicini»

Il Comune replica alla Liv onlus che aveva denunciato l’abbandono del cane L’assessore Feri: «L’animale è stato mantenuto in buona forma per due anni»

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cerreto guidi. Per il Comune di Cerreto Guidi le cose non sarebbero andate come ha raccontato l’avvocato Alberto Barni, legale di Liv onlus. Zeus, il bell’esemplare di Labrador morto, il 18 ottobre scorso, all’età di 6 anni nel cortile di un’abitazione di Stabbia, non sarebbe stato lasciato da solo. Come, invece, aveva sottolineato la Lega internazionale vigilanza per la tutela degli animali e dell’ambiente.

Questa volta è l’assessore alla Tutela animali dell’ente cerretese, Paolo Feri, a intervenire in questa querelle che rischia di finire in un’aula di tribunale. Era stato il legale della Liv onlus ad annunciarlo, dopo aver richiesto al Comune per «estrapolare tutta la documentazione relativa al cane e alla sua morte».

«È vero che il cane in questione è stato lasciato sia dalla proprietaria che dal detentore – spiega l’assessore – ma, proprio per questo, ha trovato le cure amorevoli della famiglia confinante con la casa dove ha sempre vissuto. La famiglia in questione, per oltre due anni, ha mantenuto il cane in ottima forma, alimentandolo tutti i giorni con cibo appropriato, acqua sempre fresca e, regolarmente, ha tenuto puliti sia la cuccia che il cortile dove il cane viveva, oltre a garantirgli una certa vita di relazione sia con persone che con altri suoi simili».

Ma non è quello che è successo per la Liv onlus. Che, attraverso il suo legale, aveva spiegato che «il cane veniva alimentato ogni tanto solo dai vicini che, attraverso la rete del giardino, gli fornivano un po’ d’acqua e del cibo».

Ma il Comune non ci sta. «Chi ha affermato che il cane è morto d’indigenza afferma il falso – specifica l’assessore Feri – in quanto il referto redatto dal veterinario che lo ha visitato il 18 ottobre scorso afferma che la causa della morte è da attribuire a una forma tumorale diffusa. Questa analisi è supportata da analisi di laboratorio effettuate sul sangue dell’animale che, per chi le sa leggere, mostrano valori incompatibili con la vita».

E – secondo quanto spiegato dal rappresentante della giunta Rossetti – l’amministrazione comunale era a conoscenza da tempo di questa situazione. Ma – precisa – «per il bene psicofisico del cane non ha ritenuto opportuno trasferirlo in un canile perché così facendo gli avrebbe impedito di continuare a vivere nel proprio ambiente».

«Termino ricordando – conclude l’assessore Feri – che io personalmente, insieme a un altro consigliere comunale, abbiamo seguito tutta la vicenda fin dal suo inizio, andando a controllare, di tanto in tanto, che le condizioni del cane fossero buone. E anche gli ultimi giorni di vita dell’animale ci hanno visti impegnati in prima persona». Resta da capire come si concluderà questa vicenda. Anche perché la Liv onlus ha già annunciato azioni legali nei confronti di «coloro che abbiano lasciato morire l’animale». –

Martina Trivigno

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