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Empoli

morte in discoteca 

L’Asl chiarisce i tempi dei soccorsi: la prima ambulanza in dodici minuti

L’Asl chiarisce i tempi dei soccorsi: la prima ambulanza in dodici minuti

Cambiano tutti gli orari della tragedia. Il responsabile del 118 spiega che quella notte c’è stato un blocco informatico

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EMPOLI. Dodici minuti trascorsi fra la prima chiamata per chiedere soccorso al 118 e l’arrivo dell’ambulanza infermieristica. Diciannove minuti, invece, il tempo trascorso da quella stessa prima chiamata e l’arrivo dell’auto col medico a bordo. Questa, secondo quanto ricostruito in una nota dall’Asl Toscana Centro, la tempistica dei soccorsi a Erika Lucchesi, la diciannovenne livornese morta nella notte tra sabato e domenica all’interno della discoteca Jaiss di Sovigliana.. Secondo l’Asl, la prima chiamata alla centrale operativa del 118 di Empoli-Pistoia è arrivata alle 3.13 della notte fra sabato e domenica scorsi. Una seconda chiamata, in cui si avvisava che la diciannovenne era in arresto cardiaco, è arrivata alle 3.20. Alle 3.25 è arrivata alla discoteca la prima ambulanza infermieristica, quella della Pubblica Assistenza. Alle 3.32 l’arrivo dell’automedica, e alle 3.37 una seconda ambulanza, quella della Misericordia, con soli soccorritori. I mezzi di soccorso, spiega sempre la Asl, erano stati attivati dalla centrale operativa tra le 3.16 e le 3.17.

Domenica mattina, poche ore dopo la tragedia, si parlava di tutt’altri orari. In particolare il report del 118 indicava le 4,13 come orario della prima chiamata, e gli stessi carabinieri lo avevano confermato.

In realtà, secondo quanto spiega il dottor Piero Paolini, responsabile della centrale operativa del 118 Empoli-Pistoia, che era presente in centrale proprio quella notte, in quelle ore c’è stato un blocco informatico che ha costretto a rimettere mano al sistema. Dunque quell’orario delle 4,13 secondo la spiegazione dell’Asl deve essere inteso come 3,13 e la prima ambulanza è arrivata dopo 12 minuti. I 19 minuti che sono serviti per l’arrivo dell’automedica contano fino a un certo punto, secondo gli addetti ai lavori, perché i soccorritori che sono arrivati con la prima ambulanza erano perfettamente in grado di eseguire le manovre di rianimazione che purtroppo non sono servite per salvare la vita della diciannovenne.

Un video realizzato intorno alle 3,30 da uno delle centinaia di giovani che quella notte affollavano la discoteca ha fatto pensare a un ritardo nei soccorsi, che secondo l’Asl non c’è stato. Anche la testimonianza di Michela Lo Cicero, l’addetta alla vigilanza che per prima, insieme a un collega, ha soccorso Erika Lucchesi, ha indotto a pensare che il dottore fosse arrivato troppo tardi. La donna ha raccontato di aver rianimato la giovane per più di 30 minuti, ma c’è stato un momento in cui la ragazza è sembrata riprendersi e probabilmente è stato allora che sono arrivati i volontari della Pubblica Assistenza che le hanno dato il cambio.

La questione comunque verrà definitivamente risolta grazie all’analisi delle immagini riprese dalle telecamere di sorveglianza, che sono in mano ai carabinieri e finiranno nel fascicolo aperto dal sostituto procuratore Fabio Di Vizio sulla morte di Erika Lucchesi. —

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