Il Tirreno

Empoli

il caso 

«L’ecomostro? Un errore abbatterlo meglio ricavarci delle case popolari»

Daniele Dei
Il cosiddetto "ecomostro" di Ponte a Elsa (foto Carlo Sestini)
◗
Il cosiddetto "ecomostro" di Ponte a Elsa (foto Carlo Sestini)

Empoli, la proposta di Fratelli d’Italia al Comune, ma la giunta della sindaca Brenda Barnini punta a costruirci un parco

3 MINUTI DI LETTURA





EMPOLI. C'è una certa distanza tra maggioranza e opposizione di centrodestra in consiglio comunale a Empoli relativamente a come risolvere la questione del cosiddetto “Ecomostro” di Ponte a Elsa, ovvero lo scheletro di quel palazzo all'intersezione tra le vie Rinaldo Cioni e Dino Caponi. Sulla questione ormai si dibatte da quasi venti anni: fu nel 2000 infatti che il vasto cantiere, il quale si espande in un'area di 3.800 metri quadrati su cui verte un immobile di cinquemila metri cubi interrati e 15.300 in superficie, prese il via per poi arrestarsi dopo pochi anni a causa del fallimento del costruttore, vale a dire la ditta M.G. di Caserta. Da allora la popolosa frazione empolese è rimasta “devastata” a livello paesaggistico da questi imponenti scheletri di cemento, vuoti all'interno dove mai un appartamento è stato costruito. Negli anni passati più volte i cittadini che abitano nei paraggi si erano mobilitati con raccolte firme per chiedere la rimozione di questo quartiere fantasma. . Adesso arriva una proposta che i consiglieri di Fratelli d'Italia, Andrea Poggianti e Federico Pavese, hanno tradotto in una loro mozione consiliare da discutere prossimamente. La loro idea, si legge nel documento, è quella di non demolire l'Ecomostro, ma piuttosto ultimarlo e valorizzarlo. L'area in questione è stata messa più volte all'asta, l'ultima volta nel 2017, ma nessuno si è mai interessato all'acquisto.

«Esistono fondi europei del Fesr e di Europa 2024 – spiegano Poggianti e Pavese – nonché il bando delle periferie volti alla riqualificazione e al rilancio di zone abbandonate. A questo progetto potrebbe parteciparvi l'Asl, qualora vi realizzassimo una Casa della Salute, la Regione Toscana in caso di alloggi Erp, associazioni di volontariato nel caso venisse dato spazio a una struttura ricreativa a servizio della frazione di Ponte a Elsa, ma anche i privati. Ponte a Elsa risulta essere la frazione più popolosa lontana dal capoluogo empolese, pertanto la zona dell'Ecomostro si potrebbe prestare anche a uffici distaccati del Comune».

La giunta di Brenda Barnini, a luglio, manifestò invece un'altra intenzione, incaricando la responsabile dell’ufficio patrimonio, Eutilia Proietti, di attivare l’iter per le verifiche tecniche allo scopo di condurre a una trasformazione della destinazione d’uso dell’area.

«L'impegno preso con i cittadini – disse il sindaco all'epoca – è quello di abbattere quella costruzione e realizzare un parco e servizi per i cittadini e così faremo».

Da allora la sua posizione non è cambiata, come si apprende da fonti comunali. La proposta però non convince Poggianti e Pavese.

«Tale acquisto, la cui somma è ingente - dicono - dovrà prevedere anche il pagamento del terreno alla relativa proprietà in bonis, i costi di demolizione, bonifica e realizzazione – fanno presente i due consiglieri di opposizione – e quindi si reputa inutile ed infruttuoso realizzare un quarto parco pubblico nella zona dell'Ecomostro, nonché di difficile realizzazione considerando l'ostilità della proprietà del terreno se dovesse confermarsi questa destinazione».

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI .

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web