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Fillea Cgil: "La Falegnami Italia chiude e licenzia i 47 dipendenti"

Una manifestazione dei lavoratori davanti allo stabilimento della "Falegnami Italia" di Castelfiorentino
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Una manifestazione dei lavoratori davanti allo stabilimento della "Falegnami Italia" di Castelfiorentino

Castelfiorentino, il segretario generale Marco Carletti: "Dopo anni di sacrifici fatti dai dipendenti questa conclusione della storia è un pugno in faccia a loro, alle loro famiglie e al territorio"

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CASTELFIORENTINO. Venerdì 4 la Falegnami Italia srl di Castelfiorentino, ha avviato le procedure per il licenziamento di tutti i suoi dipendenti, "causa la volontà della proprietà di fuggire e cessare l’attività della fabbrica" si afferma in una comunicato della Fillea Cgil di Firenze.

“Dopo anni di sacrifici fatti dai dipendenti, passati dai 114 iniziali a 47, i quali hanno visto il proprio reddito falcidiato da casse integrazioni, contratti di solidarietà, rinuncia alla 14° mensilità, ai premi individuali e ai premi di risultato ed in ultimo da un part-time voluto proprio per evitare licenziamenti, questa conclusione della storia è un pugno in faccia a loro, alle loro famiglie e al territorio”. Queste le prime dichiarazioni di Marco Carletti, segretario generale della Fillea Cgil di Firenze, che continua: “In questi anni i dipendenti della Falegnami hanno investito il loro reddito nella fabbrica perché hanno creduto nel prodotto e nel territorio. Hanno creduto alla proprietà, alla politica locale e al tessuto sociale nel quale sono cresciuti e crescono i loro figli. Questi lavoratori sono stati traditi da chi non ha mai investito ed innovato. Mentre si chiedevano sacrifici ai dipendenti,  la proprietà cosa a fatto in questi anni? Ha pensato a scappare, chiudere e massimizzare i profitti. Questa è la verità e di questa verità chiederemo conto e lo chiederemo a tutti, nessuno escluso. La proprietà non pensi di potersi trincerare dietro “la forma” perché le presenteremo il conto nel terreno della sostanza e del danno economico e sociale che ha prodotto”.

“Nessuno”, conclude Carletti, “potrà sentirsi non coinvolto in questa irresponsabile conclusione, neanche la politica che sempre si è detta vicina ai lavoratori della Falegnami. Ora è tempo di atti e fatti concreti tesi al salvataggio della fabbrica, quello degli ordini del giorno e delle dichiarazioni è finito”.

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