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Festa troppo rumorosa, arrivano i carabinieri

Daniele Dei
Festa troppo rumorosa, arrivano i carabinieri

Il sindaco Falorni ha previsto un’ordinanza restrittiva nei confronti del ristorante indiano che ha creato malumori

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CASTELFIORENTINO. Ordinanza restrittiva in arrivo per il ristorante indiano Aaryan di via Cosimo Ridolfi a Castelfiorentino in cui una festa privata ha creato non pochi malumori all'interno della cittadina valdelsana. La decisione, la cui ufficialità è prevista per oggi con la pubblicazione sull'albo pretorio del Comune, è stata presa dal sindaco, Alessio Falorni. Erano circa le 19.30 di domenica quando un cittadino ha chiamato i carabinieri, segnalando la presenza di un gruppetto di persone, originarie dell'Africa Subsahariana, coinvolte in una rissa alla stazione ferroviaria. I militari, giunti sul posto, non hanno però trovato nessuno da poter identificare, per cui hanno avviato delle indagini, acquisendo alcune immagini di videosorveglianza. I filmati, nella giornata di ieri, sono stati visti anche da Alessio Falorni che, per primo, aveva parlato di questo episodio nella serata di domenica tramite Facebook. In realtà le telecamere mostrano un sequenza di una quindicina di secondi in cui due persone si strattonano a vicenda mentre altre riescono a dividere i due contendenti. Secondo quanto appreso anche dal sindaco, queste persone erano uscite dal vicino locale Aaryan dove una festa privata sarebbe stata l'incubo di molti cittadini ed esercenti per tutta la domenica pomeriggio. In particolare, all'interno è stata riscontrata la presenza di più persone rispetto alla capienza prevista, inoltre il livello della musica era davvero molto alto al punto da disturbare tutto il vicinato. Il sindaco, una volta avvisato, ha deciso di chiudere subito l'evento e il ristorante, con i carabinieri presenti per il deflusso delle persone. «Sul locale erano già arrivate segnalazioni di situazioni non consone al decoro del paese – fa sapere Falorni – e reputo inaccettabile una festa organizzata con quelle modalità». —

Daniele Dei

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