Il presidio
«Giù le mani da don Donato» Cerreto è sul piede di guerra
Sconcerto in paese e nelle frazioni per il possibile trasferimento del parroco Il prete: «Attendo serenamente». Stasera il consiglio pastorale con il vescovo
Su Facebook è stato creato il gruppo “Don Donato Rimanga a Cerreto” ed in poche ore ha raggiunto quasi 800 like, ma è in paese che si legge il vero sconcerto negli occhi della gente al solo pensiero che il vescovo di San Miniato, monsignor Andrea Migliavacca, stia pensando di destinare don Donato Agostinelli ad un’altra parrocchia.
“Don Donato ormai è un punto di riferimento per tutti noi, giovani e anziani, – spiega Mattia Corsini, presidente della contrada Porta Fiorentina – fa parte della comunità e non è un direttore di banca che si può decidere di cambiare così».
Come sempre, Don Donato mette tutti d’accordo. È bastato il diffondersi della notizia del possibile trasferimento per far nascere un movimento tanto spontaneo quanto coeso da parte dei cerretesi che lo conoscono dal 1995. Tanto che subito dopo il gruppo Facebook, tutte le associazioni del capoluogo, da quelle sportive alla Pro Loco alle contrade, sono scese in campo contro un suo trasferimento. «Anche se non abbiamo rapporti diretti con la Chiesa – spiega Stefano Berlincioni, della Pallavolo Cerretese – e con Don Donato, abbiamo colto la sensibilità del tema che tocca tante delle nostre bimbe e delle loro famiglie». Non solo Cerreto, ma anche San Zio e Streda, quest’ultima con la chiesa ristrutturata di recente, sono scosse dalla notizia. «Don Donato è un collante straordinario per la nostra comunità – dice Mirco Dimitrio, membro del consiglio pastorale e insegnante di musica – inoltre ha veramente tanti progetti materialmente in ponte e ad un passo dal traguardo, che spostarlo adesso sarebbe come cambiare un allenatore vincente prima della finale».
Dopo la ristrutturazione delle chiese principali del paese e della Palazzina dei Cacciatori, con conseguente accensione di vari mutui, tra i tanti progetti in dirittura d’arrivo, anche quello del bed and breakfast nel centro storico. In poco tempo i cerretesi si erano organizzati anche per un incontro davanti alla sede del vescovado a San Miniato ed anche in quel caso le adesioni erano già numerose. Don Donato, da parte sua, con un post su Facebook ha chiesto «di attendere serenamente le decisioni del vescovo, che sono orientate al bene», questo anche nel segno della promessa di obbedienza propria della sua missione pastorale.
Ma la mobilitazione della gente, che è arrivata a minacciare uno sorta di sciopero delle offerte, non si ferma. Tanto che ieri pomeriggio il vescovo Andrea Migliavacca, attraverso Don Donato, ha chiesto di parlare questa sera alle ore 21, con il consiglio pastorale. Per il momento dunque, le proteste sono sospese (compreso l’annunciato sit-in di stasera a SanMiniato), ma su Facebook rimangono le tante foto dei cerretesi insieme a don Donato, a segno di incredibile affetto per un parroco che in 24 anni è riuscito a unire un paese intero. E, ieri, messa e preghiera per farlo restare al suo posto, con la sua gente. —
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