Trecento famiglie sotto sfratto. Si cercano soluzioni per le case
Empoli, Sunia: «C’è un progetto per creare una struttura che possa diventare intermediario e garante dei proprietari di abitazioni da offrire in affitto»
EMPOLI. Trecento sfratti nel 2018 nell'Empolese Valdelsa, con la città di Empoli che viene considerata la città toscana con il più alto numero di espropri immobiliari in rapporto al numero di abitanti. Il dato lo fornisce Franco Belli, referente del sindacato Sunia per il territorio degli undici comuni, il quale fotografa una situazione drammatica per quanto riguarda le politiche abitative del territorio. «Di questi il 98% è motivato dalla morosità e dalle condizioni economiche degli inquilini - evidenzia Belli – e circa la metà è stato eseguito mediante l'utilizzo della forza pubblica. Una brutta macchia per il nostro territorio».
Nel fare un quadro della situazione attuale, il sindacalista certaldese ha creato una mappatura del territorio che, negli ultimi anni, è sempre stato più difficile realizzare. «Da quanto hanno tolto il tribunale a Empoli – commenta – non ho più accesso diretto ai casi specifici e le stime dobbiamo elaborarle facendo riferimento ai dati provinciali. Ciò che è certo riguarda il numero degli alloggi di edilizia residenziale pubblica dell'ex circondario attestato sulle 1600 unità immobiliari, di cui un terzo solo sul territorio comunale di Empoli».
Secondo l'opinione del Sunia, che due giorni fa ha fatto anche il punto a livello regionale in un evento stampa a Firenze assieme alla Cgil, la zona risente di varie problematiche sul tema casa. «Il mercato libero non ha più la spinta degli anni passati – spiega Franco Belli – il 14 dicembre dell'anno scorso abbiamo firmato un accordo territoriale tra sindacati degli inquilini e rappresentanti dei proprietari in modo da favorire le migliori condizioni. Le istituzioni locali hanno mantenuto la cedolare secca al 10% sui contratti concordati e ogni Comune, con percentuali variabili, ha offerto agevolazioni sull'Imu. Però alla fine comanda il mercato libero e ogni proprietario si fa i propri conti». C'è poi il tema dell'emergenza abitativa: la gestione degli sfrattati e dei casi eccezionali, come quando lo scorso mese una famiglia in via Tilli a Castelfiorentino, a causa della caduta di un controsoffitto, dovette sistemarsi temporaneamente in un alloggio Erp.
«Il sistema non funziona – tuona Belli – spesso le famiglie coinvolte vengono invitate a rivolgersi al mercato libero della casa al quale non hanno modo di accedere per la loro precarietà. Senza contare il fatto che, molto spesso, quando vengono dati alloggi per l'emergenza abitativa si dividono le famiglie. In molti casi la moglie e i figli hanno diritto all'alloggio temporaneo ma il marito deve cercarsi altrove una sistemazione». L'Unione dei Comuni sta però lavorando a un progetto a cui partecipa anche il Sunia: «Si chiama Agenzia Casa – svela il sindacalista – ed è una struttura che dovrebbe sorgere come intermediario e garante dei proprietari di abitazioni da mettere in affitto. Negli scorsi anni una cosa del genere fu fatta con Publicasa soggetto promotore, ma il progetto decadde. Con un'agenzia a partecipazione pubblica può essere data al proprietario garanzia di riscossione, di non danneggiamento, e di rientro al possesso al bisogno. Questa sarebbe una chiara risposta a quello che è un problema strutturale».
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