Italia
Allarme per la lumaca d'acqua asiatica: "Non la mangiate, è tossica"
Il Comune di Montelupo ha emesso un'ordinanza che vieta la raccolta e il consumo della "Sinotaia Quadrata" in Arno. Ne vanno matti i cinesi, ma la carica batterica è di 234 volte oltre il limite di legge
EMPOLI. Un mollusco asiatico preoccupa il Comune di Montelupo, perché si tratta di una specie potenzialmente tossica ed è stata emessa un'ordinanza per impedire che venga consumata. Allo stesso tempo sono stati interessati i comuni vicini e la Regione perché prendano analoghi provvedimenti.
Il mollusco in questione è la Sinotaia Quadrata, una specie di lumaca d'acqua dolce con una branchia e un opercolo, un gasteropode acquatico di origine asiatica. La sua presenza nell’ Ombrone pistoiese è documentata da tempo.
Nei mesi scorsi sia la polizia municipale dell'Unione di Comuni Empolese Valdelsa, sia le pattuglie della locale stazione dei carabinieri, hanno fermato a più riprese e talvolta identificato i raccoglitori di molluschi trovati immersi in Arno. Sono tutti originari della Cina e arrivano prevalentemente dalla piana fiorentina o pratese e hanno dichiarato più volte di utilizzare i molluschi per scopo alimentare. Le quantità raccolte sono stimate in diversi chili (dai 10 ai 20 cadauno) e fanno escludere il mero consumo personale, ma ipotizzare l’esistenza di un commercio dei molluschi a fini alimentari.
I problemi che la raccolta dei molluschi pone sono più di uno. In primo luogo la sicurezza. Lo stato delle acque del fiume Arno nel tratto di Empoli e Montelupo, secondo il monitoraggio periodico effettuato da Arpat, non è certo dei migliori. Inoltre il fiume può essere soggetto a improvvisi innalzamenti di livello dovuti ai rilasci effettuati dai bacini artificiali posti a monte. Altro elemento di pericolosità per la balneazione è costituito dalla centrale idroelettrica, dotata di un'opera di chiusa mobile, di recente realizzazione nel comune di Carmignano. Per questi motivi già lo scorso anno sia il comune di Montelupo che quello di Lastra a Signa avevano imposto il divieto di balneazione nei tratti fluviali di propria competenza.
Un'altra questione è collegata al tipo di utilizzo che viene fatto del mollusco. Questa specie può essere consumata, se raccolta in acque pulite; ma non è il caso dell’Arno. Grazie alla collaborazione e alla disponibilità della Asl Toscana Centro, dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana e di alcuni volontari sono stati raccolti nel tratto di Arno interessato campioni di Sinotaia Quadrata. È stato così possibile effettuare alcune analisi ufficiali finalizzate a valutare l’esistenza di un pericolo in caso di utilizzo a fini alimentari. I referti escludono salmonella, epatite A, ma individuano alti livelli di carica batterica tali da esporre i consumatori di questi gasteropodi a rischi reali per la loro salute. Ad esempio per la Escherichia Coli il livello massimo consentito è 230mnp/100g ; mentre quello rilevato è 54000mnp/100g. Oltre 234 volte il limite.
Il Comune di Montelupo segnala che i molluschi, non essendo una specie autoctona, potrebbero creare danni alla fauna e alla flora del territorio.
"Il nostro presidio continuo sui corsi d'acqua - spiega il vicesindaco di Montelupo Lorenzo Nesi - ha fatto emergere l'anomalo sviluppo del primo caso in Europa di coltivazione e raccolta di questo mollusco asiatico nell'ambiente naturale, da cui derivano problematiche per la salute pubblica della comunità cinese della Toscana centrale, per l'ambiente, e per l'invisibilità della probabile catena commerciale a valle della raccolta. Fenomeno che interessando il territorio di oltre 10 Comuni su almeno 3 province, per motivi di efficacia deve essere affrontato dalla Regione con proprio provvedimento. Ringrazio i volontari che sia sulla Pesa che sull'Arno hanno dato un fondamentale contributo a questa ricerca corale portata avanti da Montelupo Fiorentino insieme all'azienda sanitaria, all'istituto zooprofilattico sperimentale, alla polizia municipale e ai carabinieri".
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