Il presidio
Auto blocca il passaggio e il disabile chiama i vigili
Montelupo Fiorentino, un anno fa venne investito da una macchina sulla carreggiata mentre stava aggirando una vettura in sosta
MONTELUPO FIORENTINO. L’abbattimento delle barriere architettoniche ormai da tanti anni è una prassi consolidata di moltissime amministrazioni comunali. Riuscire a rendere vivibili le città anche per chi ha difficoltà a muoversi è doveroso. Purtroppo sono le barriere culturali quelle più difficoltose da superare. A partire la mancanza di educazione da parte degli automobilisti che non si preoccupano del modo col quale lasciano parcheggiati i loro veicoli. Proprio nei giorni scorsi Emanuele Bilello, che si muove con una carrozzina elettrica, si è trovato con un’auto parcheggiata in via Buozzi in modo da ostacolare il passaggio. «Dopo anni e anni – spiega Bilello – abbiamo ottenuto la striscia che delimita la corsia pedonale dalla carreggiata, purtroppo spesso quest’area è occupata da macchine parcheggiate come documentano le foto (vedi foto nell’articolo, ndr). In questo periodo non c’è neanche la striscia che delimita la corsia con il passo pedonale perché è stato rifatto il manto stradale». . «In passato ho già avuto un incidente a causa dei comportamenti degli automobilisti. Infatti lo scorso anno – prosegue Bilello –, mentre percorrevo questo tratto di strada con la mia carrozzina elettrica sono stato investito frontalmente nella carreggiata perché impossibilitato a camminare nell’area pedonale occupata da una macchina in sosta. Il veicolo che veniva nel senso opposto mi ha preso in pieno provocandomi la rottura di malleolo e tibia della gamba sinistra».
«Sono un disabile – continua Bilello – e proprio il 9 agosto scorso, a causa dei miei problemi di linguaggio, non sono stato capito da un’automobilista che voleva farmi passare in mezzo alla carreggiata. Ho chiamato i vigili che hanno appurato il pericolo ma non possono agire perché manca la questa striscia».
«Questo sfogo non è una critica – conclude Bilello – ma è per migliorare tutto ciò che c’è da migliorare. I problemi di una persona disabile sono invisibili ad alcuni occhi ma ci sono». –
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