Meteo
Morìa di pesci per il caldo eccessivo nel laghetto del Parco di Serravalle
Gli operatori di Alia sono intervenuti per la rimozione dopo le segnalazioni che erano arrivate da molti cittadini
EMPOLI. Torna l'allarme al Parco di Serravalle a Empoli per le morie di pesci all'interno del lago artificiale. Venerdì 9 alcuni operatori di Alia, il gestore dei servizi ambientali, sono stati chiamati a intervenire per la rimozione di tantissimi pesci stavano galleggiando sullo stagno. La situazione era già stata notata poco prima da alcuni cittadini: in Comune infatti sono pervenute nel corso della mattinata una serie di segnalazioni che hanno dunque portato a chiedere ad Alia di inviare del personale sul posto.. Quella che si è verificato ieri mattina non è un episodio isolato: infatti, a giugno, era accaduto un altro caso pressoché simile. La spiegazione del fenomeno è legata alla stagione: il caldo estivo e la siccità provocano un abbassamento del livello delle acque del laghetto, il quale oltre al suo status di invaso artificiale ha anche la caratteristica di non essere particolarmente profondo. Due mesi fa erano intervenuti i tecnici dell'Arpat i quali effettuarono una serie di campionamenti per verificare e analizzare lo stato delle acque. Da tali esami non vennero riscontrati problemi legati a presenza di sostanze inquinanti, riconoscendo dunque i valori all'interno dei limiti di legge. Fu però ravvisata una certa presenza di alghe, fattore che, unito al caldo e all'abbassamento del livello dell'acqua, provoca una consistente mancanza di ossigeno e la conseguente moria di pesci.
Per i volatili che popolano il bacino come anatre e oche, in queste condizioni, non si riscontrano invece problemi di sopravvivenza. Stavolta i tecnici Arpat non sono intervenuti proprio perché le cause erano già note. Purtroppo la questione dei pesci morti in estate nel parco più grande e frequentato dalla cittadinanza empolese si è ripresentata nel corso degli anni. In particolare, un fenomeno molto simile si era verificato nel mese di agosto 2012. All'epoca oltre al problema dell'acqua stagnante e del cattivo odore era stata riscontrata anche la presenza di gamberi molto simili a quelli che vengono definiti “killer” poiché particolarmente invasivi. Tra le soluzioni pensate all'epoca, in un vertice tra Comune, Asl e Arpat, ci fu anche quella di trasferire i pesci, se le condizioni climatiche fossero state estreme, in Arno o in altri bacini sul territorio comunale come quello di Arnovecchio. L'intento era quello di evitare un eccessivo utilizzo di acque potabili per aumentare i livelli del lago quando si affrontano situazioni di emergenza idrica. Tale soluzione, comunque, non fu perseguita.
Resta dunque da capire oggi quali possono essere le strade per risolvere questo ciclico problema: secondo associazioni locali come Legambiente non ci sono altre opzioni se non, appunto, il “rabbocco” dell'invaso o lo spostamento degli animali acquatici, con la prima delle due sicuramente meno invasiva.
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