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il caso 

Appena uscito dal carcere torna a minacciare il prete

Daniele Dei
Appena uscito dal carcere torna a minacciare il prete

Ancora paura davanti alla chiesa di Bassa, per il giovane scatta un’altra denuncia Don Marcos: «Niente messa e festa annullata». Il sindaco: «Falle nella legge»

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Don Marcos Roberto Policarpo aveva il presentimento che, nonostante l'arresto, il suo aggressore sarebbe tornato a Bassa di Cerreto Guidi e così, purtroppo, è stato nel giro di soli quattro giorni.

La brutta sorpresa ieri mattina, intorno alle sette, quando il 26enne nigeriano, richiedente asilo politico, si è nuovamente presentato di fronte alla chiesa di Santa Maria Assunta e stavolta ha minacciato di morte il sacerdote. «Ho aperto le finestre alle sei e mezzo – racconta don Marcos – e me lo sono trovato lì di fronte: si era nuovamente sistemato sotto la tettoia dell'ex asilo della parrocchia. Come mi ha visto, mi ha fatto subito il gesto con le dita come se mi volesse tagliare la gola. A quel punto ho chiamato i carabinieri».

I militari sono intervenuti intorno alle sette per allontanare il giovane: secondo quanto appreso, dopo che lo scorso 31 luglio aveva preso a sassate la porta della canonica e era entrato in chiesa minacciando don Marcos, il 26enne era stato accompagnato in carcere a Sollicciano ma dopo due giorni, per disposizione del giudice, era stato rimesso in libertà con il divieto di dimora nel territorio comunale cerretese.

Divieto subito ignorato, visto che è tornato a Bassa, dove aveva anche lasciato una bicicletta, per poi essere di nuovo allontanato. I militari lo hanno accompagnato a Empoli, denunciandolo per minacce e violazione delle prescrizioni del giudice, intimandolo di non farsi più vedere a Bassa. Ma questo non è bastato a riportare in paese la tranquillità. «La gente ha paura – spiega don Marcos, che in passato ha operato anche a Castelfranco – ieri ho celebrato messa solo a Gavena, Pieve a Ripoli e Marcignana. A Bassa abbiamo annullato anche la festa che avevamo organizzato in cui dovevamo fare un pomeriggio di giochi per bambini al Parco dell'Albereta».

Il giovane nigeriano si trova da alcune settimane senza fissa dimora in quanto, ospite di un centro d'accoglienza tra Bassa e Gavena, è stato allontanato dalla prefettura di Firenze per motivi disciplinari. Proprio nei giorni passati, il parroco di Bassa aveva inviato una Pec a Palazzo Medici Riccardi per spiegare la situazione e per chiedere un intervento. Al momento, comunque, pare che soltanto un giudice possa prendere l'iniziativa affinché questa persona minacciosa e potenzialmente pericolosa possa essere realmente nella condizione di non essere più nociva per sé e per gli altri.

La situazione è comunque ben conosciuta anche dal Comune di Cerreto Guidi: la sindaca, Simona Rossetti, ha annunciato che oggi diramerà un comunicato per spiegare la vicenda dal proprio punto di vista. «I servizi sociali si sono attivati – spiega il primo cittadino a Il Tirreno – ma sono necessari alcuni giorni prima di poter intervenire. Questo ovviamente non giustifica gli atti di questa persona. C'è un problema a monte per cui assistiamo alla falla di una legge che non ci permette di attivarci in determinate situazioni. A Cerreto Guidi sono anni che gestiamo le criticità. Se però la prefettura mette fuori da un centro, e dunque sulla strada, un ragazzo, le situazioni diventano di difficile gestione».

In ogni caso, almeno allo stato attuale non sembra siano emersi gli estremi tali da poter giustificare l'applicazione di provvedimenti come quello del trattamento sanitario obbligatorio. —

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