Italia
Morto cadendo dal tetto: ci sono due indagati
Uno è lo zio della vittima, il reato ipotizzato dall’accusa è omicidio colposo con violazione delle norme sugli infortuni
Ci sono due indagati per la morte di Nertil Bushi, l'operaio di 27 anni che giovedì scorso è precipitato dal capannone della Veca Group di Castelfiorentino dove stava effettuando lavori per sostituire la guaina in catrame.
Si tratta delle stesse persone che erano lì con lui al momento del fatto: lo zio, Dritan Bushi, di 45 anni, e Bruno Napoli, sessantacinquenne originario di Reggio Calabria. Per gli investigatori, coordinati dal pm Sandro Cutrignelli, si tratterebbe dei suoi capi. Sarebbero stati loro a mandarlo sul tetto a fare la manutenzione. Il ventisettenne albanese avrebbe lavorato al nero. E gli stessi indagati non farebbero capo a nessuna ditta. La loro posizione adesso è al vaglio del magistrato, che intanto ieri mattina ha conferito l'incarico per l'autopsia, che sarà eseguita lunedì prossimo. L'accusa ipotizzata dalla procura è quella di omicidio colposo con violazione delle norme sugli infortuni sul lavoro. Quello che emerge dai primi accertamenti dei carabinieri è che Nertil lavorava al nero, e operava senza alcuna misura di sicurezza.
E le indagini potrebbero far emergere nuove responsabilità. Sono in corso infatti ulteriori verifiche, anche per ricostruire eventuali responsabilità a carico della proprietà del capannone. Al momento su questo punto gli inquirenti mantengono il massimo riserbo. Ancora in corso anche le attività investigative volte a ricostruire l'esatta dinamica dell'incidente mortale. Il ventisettenne era sul tetto quando una lastra ha ceduto e lui è precipitato facendo un volo di almeno dieci metri. Sul tetto si è sviluppato anche un incendio. Gli inquirenti non escludono che sia stato proprio quello ha provocare il cedimento.
L'operaio, infatti, stava lavorando con una fiamma ossidrica. Stando a una prima ricostruzione gli sarebbe scivolata dalle mani e sarebbe finita sul tetto incendiando la guaina di rivestimento. Il giovane avrebbe cercato di recuperarla. Attimi concitati, poi un passo falso, il cedimento della copertura, e il volo fatale. Quando il silenzio del capannone è stato rotto dal tonfo della caduta erano le 8,30 di giovedì mattina.
Subito si è capito che la situazione era molto grave. Da Firenze si è alzato l'elisoccorso. Da Empoli è arrivata l'ambulanza della Misericordia. Ma i tentativi di rianimare il povero operaio sono stati vani e i medici non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso. Nertil Bushi quando è morto stava sostituendo la guaina in catrame, lo stesso lavoro nel quale, otto fa, era impegnato Ndoc Gomila, 44 anni, morto cadendo del tetto dello stesso capannone. Sul posto giovedì sono intervenuti anche i tecnici del Dipartimento di prevenzione della Asl, che hanno stilato effettuato controlli relativi al rispetto delle norme di sicurezza. —
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