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Sassi contro la canonica, giovane arrestato. Il parroco: «Lo abbiamo sempre aiutato»
Protagonista dell’episodio un migrante nigeriano di 26 anni che era già finito nei guai con la giustizia in un recente passato
BASSA. «La chiesa lo ha aiutato, i cittadini lo hanno aiutato: perché ha commesso questo gesto?». La domanda se la pone il parroco della chiesa di Santa Maria Assunta a Bassa, don Marcos Roberto Policarpo, dopo che l’altra sera un nigeriano di 26 anni lo ha aggredito sfondando la porta della canonica a sassate ed entrando all'interno. Il giovane africano, secondo quanto appreso, è riuscito a rompere un muretto accanto alla parrocchia della frazione di Cerreto Guidi, e con i calcinacci ha iniziato una vera e propria sassaiola contro l'edificio sacro. Alla fine è stato arrestato.
«Era fuori di sé – racconta il 43enne parroco brasiliano – e la gente era impaurita. Fuori dalla chiesa c'erano anche dei ragazzi che si erano ritrovati come tutte le sere. Erano circa le 21 e ho sentito fuori dei rumori. Pensavo fosse un camion in manovra e non ci ho fatto caso. Il mio cane ha iniziato ad abbaiare e dalla finestra ho notato la scena».
È qui che l'africano è riuscito a sfondare la porta e a entrare aggredendo il sacerdote, verbalmente ma con la minaccia dei sassi in mano. Alcuni cittadini hanno chiesto l'intervento dei carabinieri che hanno arrestato il giovane con le accuse di violazione di domicilio aggravata e minacce.
Dietro a questo gesto di grande violenza c'è comunque un pregresso. Bisogna risalire al 19 luglio scorso quando il giovane nigeriano, dopo essere stato allontanato da un centro di accoglienza con un decreto prefettizio per motivi disciplinari, aveva trovato rifugio in un capannone abbandonato tra Bassa e Gavena.
Qui un cittadino chiamò i carabinieri affinché intervenissero. Durante il controllo, uno dei militari venne morso a una mano, così da far scattare l'arresto per aggressione a pubblico ufficiale. Rilasciato subito dopo il processo per direttissima in cui fu convalidato l'arresto, il giovane ha iniziato a bivaccare di fronte alla chiesa di Bassa.
«Viveva su una panchina – racconta Don Marcos – e io l'ho aiutato. Inizialmente gli portavo dei panini, poi alcuni cittadini di Bassa a loro volta hanno dato lui altri aiuti. Un paio di volte ha fatto la doccia da noi e mi ha sempre ringraziato. Questo giovane però si era reso pericoloso: prima ha scavalcato una recinzione andando a sistemarsi sotto una tettoia pericolante dell'ex asilo parrocchiale, poi è stato minaccioso nei confronti di una persona. Mercoledì mattina, quando gli abbiamo dato da mangiare, ha buttato tutto per terra. A quel punto ho inviato una pec alla Prefettura per segnalare la pericolosità del soggetto, per sé e per le persone vicine».
Poi si arriva alla serata di giovedì quando, alle 19, Don Marcos ha portato al ragazzo nigeriano del cibo per cena: «L'ho visto un po' strano», specifica il parroco. Poi, dopo due ore, l'aggressione.
All’arrivo dei carabinieri il nigeriano si è fatto trovare con i sassi in mano ma ha deciso di non scagliarli: in questo modo non ha opposto resistenza e si è consegnato ai militari per essere poi trasferito nel carcere fiorentino di Sollicciano.
Sgomento ovviamente tra la comunità. Don Marcos racconta che giorni prima aveva informato del caso anche le autorità locali, sanitarie e delle forze dell'ordine relativamente a questa situazione di disagio, chiedendo aiuto, dato che non sarebbe potuta andare avanti per le lunghe, a maggior ragione dopo gli episodi violenti di cui il giovane si era reso protagonista. Ma, evidentemente, tutto ciò non è bastato.
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