Italia
Empoli, la scuola di Marcignana sarà rifatta solo nel 2020
Slittato di un anno il termine. Due gruppi di tecnici si contendono l’incarico del progetto esecutivo per la realizzazione dell’opera
EMPOLI. Dopo le dichiarazioni di intenti da parte dell’amministrazione, la macchina dei lavori per arrivare alla realizzazione della nuova scuola primaria “Dante Alighieri” di Marcignana si sta mettendo in moto. Un’opera da 1 milione e 700mila euro, per la quale il via ai cantieri era stato annunciato entro la fine del mandato della scorsa giunta – e cioè entro la primavera di quest’anno – ma che presumibilmente non arriverà prima del prossimo anno. Tuttavia, in questi giorni si stanno compiendo i primi passi di un iter che prevede la demolizione e la nuova edificazione del plesso nella medesima area dove si trova attualmente la scuola.
Nella fattispecie si tratta dell’affidamento della progettazione definitiva ed esecutiva dei lavori. La procedura aperta per la presentazione delle offerte era stata bandita nei mesi scorsi e il termine fissato al 9 maggio. A quella data le proposte pervenute all’amministrazione, tramite la stazione unica appaltante dell’Unione dei Comuni, sono state due, entrambe ammesse. La prima è quella di un raggruppamento temporaneo di professionisti costituito dagli architetti Zeno Pucci e Claudia Ricci, dai geometri Fabio Taccini e Vittorio Ruini, dalla geologa Ilaria Bocini e dagli studi tecnici Fabrizio Leoni e Cerbioni. L’altra è arrivata da un raggruppamento temporaneo di imprese formato da Eutecne, Sinergie Progetti e F&M Ingegneria. Proprio in questi giorni è stata nominata la commissione giudicatrice (composta dai geometri Massimo Fiaschi e Ugo Reali e dall’architetto Simone Scortecci), che valuterà le offerte in base al criterio di aggiudicazione, che rimane quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa. E darà incarico ad una delle due di fare il progetto. A quel punto dovranno trascorrere i tempi tecnici per gli eventuali ricorsi, prima che l’affidamento diventi esecutivo. Il piano prevede, come accennato, la demolizione dell’attuale stabile che ospita la scuola.
Si tratta di un immobile composto da due corpi, sito tra via della Nave e via Saettino. Il primo risale agli anni Cinquanta ed è stato realizzato in base ai criteri del tempo, cioè secondo una suddivisione a tre aule. Il secondo, invece, è un ampliamento effettuato negli anni Settanta, che portò la scuola ad avere cinque aule. La capienza non cambierà rispetto al passato, ma verranno aggiunte un’aula per il sostegno, una mensa scolastica e un grande atrio con un porticato per una superficie totale di 740 metri quadrati. Mentre sul fronte dei materiali e degli approvvigionamenti energetici saranno adottati gli innovativi principi della bioedilizia. Il costo dell’operazione, secondo il progetto preliminare, è di 1,7 milioni di euro, dei quali una parte arrivano dal fondo acceso dall’ex governo Gentiloni per il rinnovamento del patrimonio edilizio scolastico. La scorsa giunta guidata da Brenda Barnini aveva illustrato il progetto preliminare nell’aprile dello scorso anno, indicando come data entro la quale far partire i lavori la primavera di quest’anno. Tuttavia, i tempi si sono allungati e per questa data si è arrivati solo a bandire la gara per l’affidamento della progettazione. A questo punto, con ogni probabilità, il cantiere non potrà essere aperto prima della fine del prossimo anno scolastico.
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