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La lunga attesa di Andrea Bocelli a Vinci Una parte del pubblico si spazientisce

La lunga attesa di Andrea Bocelli a Vinci Una parte del pubblico si spazientisce

Il cantante premiato nel cinquecentenario della morte di Leonardo. Intoppi nell’organizzazione della serata

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vinci. «Sono stato qui 50 anni fa per una gita scolastica e mi vergogno di essere tornato qui dopo così tanto tempo. Per il canto, mi riservo di venire in tempi più brevi...». Così un ironico Andrea Bocelli in occasione della consegna del premio “Il Genio In-canto”, voluto dall’amministrazione comunale di Vinci, assieme a quella di Cerreto Guidi, e alla sua prima edizione proprio nell’anno in cui si celebrano i 500 anni dalla morte del suo concittadino più illustre, Leonardo.

La motivazione ufficiale era quella di dare un “riconoscimento al grande tenore italiano per la sua arte e per aver contribuito a far conoscere attraverso il canto l’Italia e la Toscana”.

A conferire il riconoscimento, costituito da una targa, la moneta d’oro del Comune, un mosaico con il ritratto del Genio, e una statua del cavallo di Leonardo, al maestro di Lajatico sono stati il sindaco di Vinci, Giuseppe Torchia, e quello di Cerreto Guidi, Simona Rossetti. Gli è stata poi donata anche una sua raffigurazione fatta all’uncinetto realizzata dall’artista cerretese Gessica Mancini. L’evento di ieri sera era stato propiziato da un accordo tra i Comuni di Vinci e Cerreto Guidi e dalla collaborazione tra i parroci don Donato Agostinelli e don Antonio Wang, con l’obiettivo di favorire la collaborazione a livello culturale con la comunità cinese presente sul territorio.

«Sono contento di incontrare oggi la comunità cinese – ha detto nel suo breve discorso – perché recentemente ho partecipato a una loro trasmissione tv con uno share di un miliardo e 800 milioni di persone. L’affetto che percepisco stasera mi dà forza di girare il mondo per palcoscenici: c’è bisogno di mostrare che l’Italia c’è ed è il Paese più bello del mondo. I cinesi sostengono a loro ragione di essere al centro del mondo ma noi allo stesso modo sosteniamo che la Toscana sia al centro del mondo».

La serata è così proseguita con l’esibizione delle soprano Sumi Jo (sudcoreana) e Jing Tan (cinese), applaudite e conosciute nei più importanti teatri lirici mondiali.

Molte le persone che ieri pomeriggio a Vinci si sono messe in fila, ai margini di piazza del Castello, per partecipare all’evento. Per motivi di sicurezza erano stati predisposti 400 biglietti di ingresso e l’apertura dei cancelli è avvenuta poco prima delle 18.30, l’orario fissato per l’inizio. C’è chi è rimasto anche fuori dalla piazza perché i posti previsti erano terminati. Alcune persone, comunque, hanno lasciato la platea anche prima dell’inizio dell’avvenimento, in quanto iniziato con 40 minuti di ritardo e, soprattutto, venuti a sapere che il maestro Andrea Bocelli non sarebbe stato premiato prima delle 20.30 (è arrivato alle 20.48). Non il massimo per quanto riguarda la scaletta: dopo una ventina di minuti di performance con artisti e strumenti cinesi, è seguita poi mezz’ora di nuova attesa per il sound check del concerto serale, eseguito alle 20 (“spoilerando” di fatto anche parte della performance successiva). E anche qui in molti hanno lasciato il loro posto a chi era rimasto fuori dall’area dell’evento, non sopportando più questa sequela di tempi morti. Insomma, applausi per il tenore, meno per l’organizzazione. —

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