1981, grazie a un comitato rinasce la manifestazione
Era stata bandita 120 anni prima: quando risorge, alla carrucola non è attaccato un animale vero, ma un asino di cartapesta con il nome di un empolese illustre
EMPOLI. Il Volo del ciuco dell’epoca moderna rinasce 120 anni dopo essere stato bandito. Nel 1981 un comitato cittadino decide di rievocarne la tradizione. Si chiama Comitato delle Antiche Ruzza ed è formato da semplici cittadini innamorati della storia della propria città.
In occasione del Corpus Domini di quell’anno organizzano una sfilata con costumi dell’epoca medievale, al termine della quale il ciuco torna a volare dal campanile della Collegiata lungo una fune che sorvola la piazza e termina alla base del porticato ovest di piazza Farinata.
Solo che questa volta alla carrucola non è attaccato un animale vero, ma solo un asino di cartapesta. In questa occasione, inoltre, si decide di affibbiare al ciuco – secondo una tradizione ancora oggi praticata – il nome di un empolese illustre che nell’ultimo anno non si è distinto onorevolmente.
Il successo del volo rimane intatto anche dopo un secolo. Anzi, forse è ancora maggiore. Perché il comitato decide di abbinare alla rievocazione anche un palio che si gioca tra quattro contrade cittadine, che vengono inventate per l’occasione e che corrispondono alle quattro antiche porte della città: Porta Fiorentina (rosso-bianco), Porta Bocca d’Arno (giallo-bianco), Porta Senese (azzurro-bianco) e Porta Pisana (verde-bianco). Si sfidano al gioco della palla doppia, una sorta di calcio storico fiorentino, ma giocato con due palle che devono essere infilate in una piccola apertura posta a due metri di altezza. L’assenza sostanziale di regole fa sì che il gioco spesso sfoci in battibecchi, anche pesanti.
Negli anni, però, sorge un problema non da poco: le coperture finanziarie per organizzare la manifestazione. Così dopo pochi anni la rievocazione viene abbandonata di nuovo.
A farla rivivere ci pensa un’altra associazione cittadina, la Compagnia di Sant’Andrea. Nasce nel 2008 grazie all’unione tra diverse realtà locali, tra cui Avis, Aido, Associazione archeologica del Medio Valdarno e Unione Club Azzurri. Sceglie l’antico nome dell’organizzazione che per prima lancia il Volo del ciuco. E riparte restituendo la sfilata in costume per le vie del centro, suddivisa questa volta nei tre antichi castelli che formavano la Lega di Empoli: Monterappoli, Pontorme ed Empoli.
Al termine della sfilata torna a volare il ciuco dal campanile di piazza Farinata degli Uberti. Inoltre, la suddivisione in tre castelli viene utilizzata per lanciare il nuovo Palio del Volo del ciuco nel 2011. Ciascun castello (Empoli bianco-azzurro, Pontorme bianco-rosso e Monterappoli bianco-verde) presenta una squadra che si sfida sulla base di diverse discipline: lancio del carciofo, corsa nei sacchi e tiro alla fune.
La competizione, che si tiene in piazza Farinata nei giorni precedenti al Corpus Domini, si arricchisce di anno in anno suddividendosi in sfida maschile, femminile e giovanile. Ogni anno al castello vincitore viene consegnato un drappo celebrativo come premio finale. A questo si affianca anche l’onore di aprire la sfilata rievocativa nel giorno del Volo.
Il primo palio del 2011 se lo aggiudica Monterappoli, poi l’anno successivo Pontorme. Quindi si apre una serie di quattro vittorie per il castello di Empoli. Mentre nel 2017 tocca ancora a Monterappoli la gloria della vittoria. E per l’ultima volta, visto che da allora i giochi vengono interrotti.
Tanto che né lo scorso anno, né quest’anno sono previsti nel cartellone degli avvenimenti. Mentre rimangono la sfilata e il fatidico volo. –
Marco Pagli
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