Italia
Muore centauro contro un furgone Lo schianto sulla 429 bis a Cusona
L’uomo è deceduto all’ospedale fiorentino di Careggi. Viveva a Badia a Cerreto, amava le bici, le moto e i cani
gambassi terme. Uno schianto tremendo che poche ore dopo gli è costato la vita. È deceduto Gabriele Rubegni, 46enne residente a Badia a Cerreto, dopo che 2 giorni fa si era scontrato lungo la 429 bis contro un furgone in località Cusona, nel comune di San Gimignano. Le sue condizioni sin da subito sono parse molto gravi e poche ore dopo l’impatto il suo cuore ha cessato di battere. Rubegni lascia la moglie Elisa e una comunità, quella della piccola e viva frazione termale, che è in lutto. Poco prima delle 7 del mattino del 13 giugno Rubegni stava percorrendo la strada regionale 429 bis verso Poggibonsi a bordo della sua moto. Quel centauro che, assieme alla bicicletta e alla corsa, animavano le passioni del 46enne. Nella direzione opposta all’improvviso piomba un furgone che stava trasportando batterie e altri materiali. Impatto forte, talmente tremendo che i soccorritori capiscono sin da subito la gravità delle condizioni di salute del 46enne. La moto è in mille mezzi, quasi sbriciolata, vi resta solo la parte posteriore, letteralmente compromessa. È intervenuto subito, allertato dai soccorritori, l’elisoccorso Pegaso per trasportare Gabriele d’urgenza all’ospedale Careggi di Firenze. Le sue condizioni sin da subito sono parse disperate e purtroppo poche ore dopo la triste notizia del decesso che scuote una comunità, quella di Badia a Cerreto, piccola e dove tutti si danno una mano, Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i volontari della Misericordia di Poggibonsi e di San Gimignano, affiancati dai carabinieri della compagnia di Poggibonsi per accertare la dinamica di uno schianto che resta tuttora avvolta nel mistero. Fra le ipotesi messe in campo quella del colpo di sonno del conducente del furgone ma ancora non vi sono elementi chiari e definitivi in questo sinistro, rivelatosi poi mortale. Originario di Ulignano, frazione di San Gimignano, e trasferitosi poi a Badia a Cerreto, dove nel 2016 ha sposato la compagna Elisa, per lui sono arrivati decine di messaggi di ricordo e di incredulità per quanto avvenuto. “Senza parole” oppure “addio grande uomo”: sono solo alcuni dei messaggi che riempiono la rete, sconvolta per questa scomparsa. Biciclette, centauri e anche un cuore grande per gli animali, soprattutto per i cani, un’altra sua grande passione, il 46enne gambassino era molto conosciuto in Valdelsa.
La scomparsa di Rubegni riaccende allo stesso tempo le polemiche sulla folle velocità che interessa la 429 bis: la Certaldo – Poggibonsi è stata inaugurata nel dicembre 2012 e da allora si è macchiata di quattro decessi. Colpi di sonno, distrazioni e la velocità alla base di questi decessi che hanno scosso più volte la Valdelsa che ha più che mai negli occhi il lungo e triste elenco di scomparse che negli scorsi decenni hanno interessato la 429. Una scia di sangue e dolore che non sembra fermarsi, mentre la comunità, oltre a sollecitare le istituzioni più volte sulla tenuta dell’asfalto, si interrogava sulla necessità di posizionare dissuasori ed autovelox per fermare questa corsa selvaggia. Una strada molto trafficata, considerata non una vera e propria parallela rispetto alla 429, ma un tratto dove accelerare con maggiore disinvoltura, mettendo però a rischio la vita altrui. Ad oggi è stato posizionato un autovelox nel tratto senese, a pochi passi da Ulignano. Il contenitore dell’autovelox è fasciato da ormai molti mesi ed è pronto ad essere messo in funzione, una volta che la burocrazia avrà slegato i nodi. –
Giacomo Bertelli
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